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Agricoltura, Cantelli Forti (Ana): “Serve autonomia, occhio al green deal”

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BOLOGNA – Serve “attenzione” nel mondo dell’agricoltura oggi, perché le nuove regole europee, “a partire dal cosiddetto Green Deal, fanno sì che si sposti la produzione in altri paesi. Analogamente al mercato dell’energia elettrica, dobbiamo cercare di essere autonomi e capire che con la nuova Pac in arrivo”, la Politica agricola comune europea, “dovranno essere considerati i maggiori costi, necessari ad avere appunto prodotti indubbiamente superiori”.

Proprio perché “mettere in crisi il mondo agricolo vuol dire mettere in crisi un settore primario, appunto, e che ha sempre impegnato moltissimi giovani”.

Così Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, oggi inaugurando il 218esimo anno accademico Ana nella sala dello Stabat Mater del palazzo dell’Archiginnasio, a Bologna.

Ma continua il presidente Ana: “Oggi c’è un abbandono delle campagne e della montagna, che appunto in caso di eventi climatici eccezionali mette nei guai le valli alluvionali. I problemi arrivano, anche se in Ana mostriamo come ogni secolo abbia avuto le proprie siccità e piovosità, quando un bosco non viene tenuto in ordine, quando non si regimano i flussi delle acque oppure ancora non si puliscono i canali”.

TRASCURANDO LA MONTAGNA “NON POSSIAMO RISOLVERE LE CRITICITÀ DELLA PIANURA”

Se si trascura la montagna, va al dunque Cantelli Forti citando anche la produzione accademica storica dell’Accademia, “non possiamo risolvere le criticità della pianura. Trascuriamo la montagna” ad esempio “se non incentiviamo i giovani, da un punto di vista socioeconomico e culturale-formativo, a crescere le loro famiglie in collina, a viverla e possibilmente a lavorarci, e non solo ad andarci durante i weekend. L’Accademia è impegnatissima su questo”.

Il presidente dell’Accademia nazionale di agricoltura, in questo quadro, cita anche nell’Appennino il caso del “centro di biodiversità” di Granaglione, nel Comune bolognese di Alto Reno Terme, che ha realizzato un castagneto didattico-sperimentale come “grande opportunità di rilancio della montagna e dei boschi. Per questo con noi oggi in sala a Bologna ci sono anche tanti Carabinieri forestali”.

I dazi invece, in tutto questo, vengono definiti da Cantelli Forti “una delle calamità” del settore, a fianco delle “scorrettezze commerciali” sul costo del lavoro a livello internazionale, e non solo, così come sui prodotti usati sulle singole colture, in determinate aree anche in Europa.

Intanto, allarga il raggio il presidente Ana, “dagli anni ’50 ad oggi la vita media è raddoppiata e abbiamo maggiore salute, grazie a quantità ma anche qualità degli alimenti. Questo dimostra che le scienze agrarie hanno sicuramente prodotto macchine e attrezzature per produrre di più, ma anche portato ad un miglioramento qualitativo delle derrate alimentari. È un privilegio che non dobbiamo perdere, anche se questi prodotti di qualità- insiste Cantelli Forti sul quadro europeo- costano di più. Non è giusto, infatti, che arrivino poi nel mercato prodotti che sembrano uguali, ma che invece non hanno le stesse caratteristiche qualitative. In questo caso, dovremmo pagarne comunque un prezzo in futuro”.

FORESTALI ‘CHIAVE DI SOSTENIBILITÀ’, ANA PREMIA GENERALE RISPOLI

“Questo è un riconoscimento alla mia persona ma anche a tutti i collaboratori, donne e uomini, che hanno consentito al comparto forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri di svolgere una funzione strategica, nell’interesse dei cittadini e dell’economia, garantendo sostenibilità per le generazioni che verranno. La sostenibilità è un tema cruciale, anche culturale, a partire da cura e sicurezza del territorio, della fauna e della flora, di boschi e foreste”.

Così il generale di corpo d’armata Andrea Rispoli, già comandante del comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri e oggi capo dell’ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, ricevendo oggi pomeriggio la targa d’onore dell’Accademia nazionale di agricoltura, che celebra il suo 218esimo anno accademico nella sala dello Stabat Mater di palazzo dell’Archiginnasio.

Prima dell’inizio dei lavori, entrati nel vivo con la relazione del presidente Ana Giorgio Cantelli Forti, hanno portato il loro saluto gli assessori con delega all’agricoltura Daniele Ara (Comune di Bologna) e Alessio Mammi (Regione Emilia-Romagna).

In sala l’accento è caduto poi sulla prolusione di Massimiliano Giansanti, imprenditore agricolo e presidente di Confagricoltura, nonché di Copa, Comitato delle organizzazioni agricole europee, mentre la cerimonia si conclude con la consegna dell’Albero di Falcone all’Accademia Nazionale di agricoltura da parte del colonnello Aldo Terzi, comandante del gruppo Carabinieri Forestali di Bologna.

Ha evidenziato Giansanti, nel corso del suo intervento e a margine, sull’avvicinamento delle nuove generazioni al settore agricolo, un tema più che mai attuale: “Occorre garantire un giusto reddito agli agricoltori, soprattutto a quelli giovani. Se non c’è giusto reddito, ci si sposta altrove. Ed anche la digitalizzazione è uno strumento molto utile, nel riscoprire modelli produttivi al passo dei tempi e utili ai giovani” nel comparto.
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