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Allarme “caro carburante”

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La Regione Campania intervenga presso il governo per tutelare l’autotrasporto

Napoli – “La situazione che stanno vivendo le imprese dell’autotrasporto è sempre più critica a causa dell’impennata del prezzo del gasolio”, dichiara Raffaele Lastra imprenditore del settore trasporti e spedizioni.

“Negli ultimi giorni, il costo del carburante ha superato in molte zone d’Italia la soglia dei 2 euro al litro, mettendo in seria difficoltà migliaia di aziende. Molte realtà non riescono a trasferire i maggiori costi sui committenti e stanno progressivamente esaurendo la liquidità necessaria per operare. Senza un intervento rapido, il rischio concreto è il fermo dei mezzi nei piazzali, con conseguenze pesanti per l’intera filiera logistica e per l’economia nazionale, che dipende in larga misura dal trasporto su gomma”.

Le richieste delle imprese

Per garantire la sopravvivenza del settore, le imprese chiedono al Governo misure concrete, tra cui:

Svincolo immediato del credito derivante dal rimborso trimestrale delle accise, senza attendere i 60 giorni previsti;

Sospensione temporanea di imposte, contributi e versamenti previdenziali per preservare la liquidità;

Introduzione di un credito d’imposta straordinario sull’acquisto dei carburanti;

Maggiore valorizzazione della clausola di fuel surcharge nei contratti scritti.

“Le misure adottate finora dal Governo sono insufficienti”, continua Lastra. “In particolare, il credito d’imposta calcolato sui costi primaverili rispetto a febbraio non è adeguato a compensare l’impatto reale dei rincari. Di fatto, non abbiamo beneficiato in modo significativo della riduzione delle accise”.

L’impatto economico

L’analisi della redditività mostra scenari allarmanti: il costo del gasolio incide mediamente per il 30-35% su un nolo. Un aumento repentino di 30 centesimi al litro si traduce in un incremento del 10% del costo totale del trasporto.

In termini monetari, per un’impresa con un fatturato mensile tra i 10.000 e i 15.000 euro, tale aumento comporta un aggravio di circa 1.500-2.000 euro al mese. Poiché questi rincari non vengono ribaltati sui committenti, l’aumento finisce per erodere completamente i margini di guadagno.

“Chiediamo a Mario Casillo, Vicepresidente in Regione Campania, di farsi promotore presso il Governo Meloni per attivare d’urgenza tavoli di confronto e misure atte a contenere questa emergenza”, conclude Lastra.

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