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HomeNewsBCE, investimenti imprese eurozona sul digitale vanno a due velocità

BCE, investimenti imprese eurozona sul digitale vanno a due velocità

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Analisi nel Bollettino economico della Banca Centrale Europea

Negli ultimi tempi, gli investimenti da parte delle imprese della zona euro sono stati piuttosto limitati, mostrando una dinamica a due velocità nelle loro varie componenti. Anche se nel complesso gli investimenti hanno seguito un andamento piuttosto fiacco, dal 2020 è emersa una differenza tra le tendenze degli investimenti in beni materiali e in beni immateriali. Questa analisi è presentata in uno studio incluso in un riquadro dell’ultimo rapporto economico della BCE.

Entro la fine del 2025, si afferma, gli investimenti in beni immateriali, che comprendono prodotti di proprietà intellettuale come software e database, così come quelli in ricerca e sviluppo, hanno costituito circa l’80 percento della crescita cumulativa degli investimenti aziendali dal quarto trimestre del 2019 in poi. Questo avviene nonostante tale categoria di investimenti rappresenti solo circa due terzi della spesa totale per beni materiali, che include attrezzature e macchinari.

La crescita di questo divario è probabilmente dovuta all’aumento significativo degli investimenti in beni digitali. In questo contesto, si sostiene che il riquadro attuale esplora lo sviluppo degli investimenti digitali nella zona euro, impiegando indicatori che rappresentano le principali categorie di beni digitali. Viene anche esaminato l’impatto economico della crescente proporzione di investimenti digitali rispetto al totale degli investimenti fatti dalle imprese nella zona euro.

In futuro, la proporzione degli investimenti nel settore digitale dovrebbe continuare a crescere, con importanti conseguenze per il ciclo economico e per le politiche.

Ci si aspetta che gli investimenti digitali mostrino un notevole incremento prossimo, supportati da investimenti di capitale di rischio e finanziamenti riguardanti il programma Next Generation EU. Recentemente, sono stati avviati anche due nuovi programmi a livello europeo: il piano d’azione sull’intelligenza artificiale per il continente e la strategia sull’intelligenza artificiale applicata, il cui scopo è destinare ingenti risorse alle iniziative digitali e incentivare ulteriore capitale nazionale dei paesi membri dell’UE.

Tuttavia, il rapporto sottolinea che, secondo un’indagine effettuata dall’European Data Centre Association, un’ulteriore accelerazione degli investimenti digitali potrebbe essere ostacolata da una potenziale carenza di energia, da una mancanza di personale qualificato o da una regolamentazione eccessiva. Gli investimenti digitali nella zona euro potrebbero subire una frenata anche se l’intelligenza artificiale non riesce a produrre i guadagni di produttività e la diminuzione dei costi attesi, portando a una revisione negativa delle stime sulla domanda futura.

Giovanni Lombardi Stronati

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