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Cambiare il calendario scolastico? Gilda contro Santanchè: “Non sa di cosa parla”

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ROMA – “Ancora una volta parla di scuola chi la scuola non la conosce. La ministra, mi chiedo, è mai entrata in una scuola? Forse no. Caloriferi spenti e scuole al freddo d’inverno, classi afose e prive di climatizzatori d’estate, solo per parlare di edilizia scolastica, ma non solo, la ministra con la sua proposta dimostra di non conoscere neanche gli aspetti organizzativi”. Lo afferma in un video diffuso sui social il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, sulla proposta di revisione del calendario scolastico.”In Italia, caro ministro, vige l’autonomia scolastica, dunque neanche il ministero può imporre alle scuole un calendario scolastico la cui programmazione è affidata, indicativamente, alle Regioni ma nell’effettivo rimane una scelta di ogni scuola, che in autonomia, decide come comportarsi. Da anni ormai, infatti, alcuni istituti anticipano di una settimana l’inizio delle lezioni, per poi rimodulare quei giorni nell’arco dell’anno scolastico. Lasciamo che a parlare di scuola- conclude Castellana- sia chi la scuola la vive”.

COSA HA DETTO IL MINISTRO SANTANCHÈ

La proposta di Daniela Santanchè, ministra del Turismo, è arrivata nei giorni scorsi dal palco della terza edizione del Forum internazionale del Turismo, dove ha lanciato l’idea di una “pubblica amministrazione più efficiente” ma anche di una “destagionalizzazione legata alla scuola”. Dicendo: “Abbiamo bisogno di un allineamento graduale del calendario scolastico, è fondamentale per destagionalizzare il turismo. Dovremmo guardare all’Europa per come ha il calendario scolastico perché credo sia di grande aiuto per la destagionalizzazione e l’undertourism”.

PICCOLOTTI: “CAMBIO CALENDARIO? GOVERNO LE METTA IN SICUREZZA CONTRO CALDO”

“Valditara e Santanchè vogliono cambiare il calendario scolastico? Siamo aperti ad ogni discussione ma si ricordino di stanziare le risorse necessarie a ristrutturare le scuole, isolare gli edifici e installare impianti di condizionamento quando servono”, è stato il commento di Elisabetta Piccolotti di Avs. “Non è pensabile- ha proseguito- tenere studenti e docenti in aula in territori dove non é raro assistere ad ondate di calore che portano le temperature sopra i 30 gradi già a giugno e ancora a settembre, in un contesto globale in cui gli ultimi tre anni hanno registrato temperature record dovute a quel cambiamento climatico che per questo Governo di climafreghisti sembra non esistere”.
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