Carboni (commercialisti), appello a Draghi per l’inversione di rotta su fisco e previdenza

Parla il presidente dell’Anc di Napoli Nord: “Siamo pronti a contribuire concretamente per la semplificazione del rapporto tra contribuenti e lo Stato”

“Al nuovo Governo che si è appena formato, con una spiccata connotazione tecnica, intendiamo rivolgere un appello: riportare chiarezza e semplificazione nel complesso ginepraio di norme amministrative, fiscali e giuridiche che attanagliano il nostro Paese, tarpando letteralmente le ali all’intero sistema produttivo”.

Lo afferma Antonio Carboni (nella foto), presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti di Napoli Nord e candidato alla presidenza dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord.

“Abbiamo ascoltato ed apprezzato le dichiarazioni del nuovo presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, di voler costituire tavoli tecnici con tutte le parti sociali e con l’obiettivo di avviare anche una razionalizzazione del sistema fiscale”.

“Ben venga la ‘razionalizzazione’ – aggiunge – a patto, però, che sia frutto di una reale semplificazione, che contribuisca a migliorare concretamente il rapporto tra Stato e contribuenti, ascoltando e coinvolgendo anche i tecnici impegnati quotidianamente sul campo: i commercialisti”.

“Fino ad oggi per Mef e Agenzia delle Entrate abbiamo rappresentato una sorta di ‘intermediario telematico’, con tutti i relativi costi e oneri a carico degli studi professionali consentendo la modernizzazione del fisco telematico a costo zero per le casse statali”.

“È giunta l’ora di invertire la rotta – sottolinea Carboni -, di coinvolgere i professionisti nei processi decisionali che successivamente li vedranno protagonisti nella fase di attuazione delle norme”.

“E’ necessario, se non addirittura indispensabile, riconoscere ai commercialisti idonee esclusive nei ruoli che da tempo esplicano in favore dell’amministrazione finanziaria, giudiziaria per conto dei contribuenti e della pubblica amministrazione senza alcun riconoscimento economico e professionale”.

“Semplificare, a nostro avviso, vuol dire anche rendere più chiaro e trasparente il rapporto con il Fisco italiano. Al riguardo, dunque, il nostro appello è di intervenire sul processo di legiferazione: occorrono poche norme e chiare!

“Dagli anni 70 ad oggi – osserva il numero uno dell’Anc di Napoli Nord – abbiamo assistito ad una progressiva riduzione del numero di aliquote fiscali ed alla corrispondente introduzione di meccanismi sempre più farraginosi e maniacali di determinazione delle basi imponibili, con l’introduzione di adempimenti sempre più ripetitivi ed inutili”.

“Per garantire il maggiore fabbisogno di risorse finanziarie (necessarie al mantenimento in primis degli organi della pubblica amministrazione), in un rapporto ‘leale’ tra Stato e contribuenti, si dovrebbe agire semplicemente sulle aliquote fiscali, così che sia chiaro che si sta attuando un maggiore prelievo”.

“Invece si interviene sempre più su un concetto estremamente tecnico, che per il contribuente non è di immediata e facile comprensione, quale il meccanismo di determinazione della base imponibile”.

“Al riguardo occorre riflettere sul fatto che nel 1978 il contribuente italiano aveva a disposizione un fascicolo di istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi composto da sole 16 pagine. Di queste la pagina più lunga era relativa all’illustrazione delle aliquote e degli scaglioni di reddito”.

“Negli anni 90 le istruzioni della dichiarazione dei redditi per le persone fisiche erano di circa 40 pagine: il Capo dello Stato dell’epoca, Oscar Luigi Scalfaro, coniò l’espressione ‘740 lunare’ per sottolineare la pericolosa deriva verso cui si stava dirigendo il fisco nel rapporto di lealtà e chiarezza con gli iatliani”.

“Nel 2020 le istruzioni al modello Unico persone fisiche sono composte da 330 pagine e sempre più spesso l’amministrazione finanziaria deve intervenire con circolari esplicative e chiarimenti (alle istruzioni!)”.

“Ebbene il nostro appello al Governo Draghi è di ritornare alla semplicità e chiarezza. Un ritorno a quelle 16 pagine!”

“Lo possiamo fare se sarà consentito alla nostra categoria di partecipare ai tavoli tecnici, perché il nostro bagaglio di conoscenze, non solo delle regole tributarie, è un patrimonio che non può non essere lasciato inutilizzato in un momento come quello che stiamo attraversando che richiede grandi sforzi da parte di tutti”.

“Chiediamo di inaugurare – conclude Carboni – una nuova fase costituente del Fisco italiano in cui ad ogni categoria possa essere riconosciuto finalmente il ruolo che ha sinora esplicato con grande spirito di servizio e che possano finalmente adottarsi logiche di condivisione e non più e solo di mera ed inutile contrapposizione”.

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