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Commercialisti, a gennaio le elezioni territoriali

NewsCommercialisti, a gennaio le elezioni territoriali

A Napoli e Bari e in oltre 70 città nasce la lista unitaria: «Segnale di maturità e visione comune»

Il sistema ordinistico dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si prepara a un appuntamento elettorale che, quest’anno, assume un significato particolarmente rilevante.

Le elezioni territoriali che si terranno il 16 gennaio 2026 stanno infatti registrando una novità senza precedenti nella storia recente della categoria: in oltre 70 Ordini su tutto il territorio nazionale è stata presentata una lista unitaria.

Accanto a questo quadro largamente unitario, emergono tuttavia alcune importanti eccezioni. Nei tre grandi Ordini metropolitani di Milano, Roma e Torino si registra una dinamica in controtendenza: qui il confronto elettorale sarà particolarmente acceso, con la presenza di tre liste in competizione a Roma e Torino e due liste a Milano, a testimonianza della vivacità del dibattito interno e della pluralità di visioni presenti nei principali centri professionali del Paese.

La scelta prevalente della lista unica rompe la tradizione di competizioni interne spesso frammentate e mette in evidenza un segnale forte di coesione, responsabilità e visione condivisa.

In un momento storico in cui la professione è chiamata ad affrontare cambiamenti profondi – dalla digitalizzazione alla riforma fiscale, dall’introduzione dell’intelligenza artificiale alla crescente complessità del quadro economico – la volontà di presentarsi compatti appare un passo strategico e lungimirante.

Secondo i primi commenti degli addetti ai lavori, la formazione di liste unitarie risponde a due esigenze fondamentali: da un lato garantire stabilità e continuità amministrativa, dall’altro rafforzare la capacità degli Ordini territoriali di rappresentare con maggiore incisività gli iscritti nei confronti delle istituzioni, della politica e degli enti pubblici.

In questo contesto, la maggioranza assoluta degli Ordini che hanno scelto la lista unica ha già espresso un chiaro orientamento a favore della continuità nella governance dell’attuale Consiglio nazionale, guidato dal Presidente Elbano de Nuccio (nella foto). Una continuità che non viene letta come immobilismo, ma come valorizzazione del lavoro svolto negli ultimi anni dal CN, improntato al gioco di squadra, alla condivisione delle scelte strategiche e a un dialogo costante con i territori.

Il Presidente de Nuccio si prepara ora a costruire una nuova squadra di governo che parta proprio dai territori, facendo leva su un consolidato connubio tra gli Ordini di Napoli e Bari, rispettivamente terzo e quinto Ordine d’Italia per dimensioni, entrambi a lista unica e in piena continuità.

Un asse territoriale considerato da molti osservatori un punto di forza per garantire equilibrio, rappresentatività e capacità di sintesi tra le diverse anime della professione.

La professione, infatti, vive una fase di trasformazione strutturale. Le nuove funzioni richieste ai commercialisti – dal supporto alle imprese nelle transizioni digitali ed energetiche, alla gestione dei rischi, alla consulenza strategica – richiedono organismi ordinistici capaci di programmare, innovare e offrire servizi sempre più avanzati agli iscritti.

La lista unitaria rappresenta, per molti, una piattaforma condivisa di governance, fondata su un lavoro collegiale e su una visione comune.

L’aggregazione non riguarda soltanto i grandi Ordini, ma coinvolge anche molte realtà di medie e piccole dimensioni, che hanno scelto consapevolmente la strada della condivisione come antidoto alla frammentazione. Una dinamica interpretata come segnale di maturità della categoria e come rafforzamento della sua capacità di incidere a livello nazionale.

Sul piano economico e professionale, la compattezza degli Ordini potrebbe tradursi in una maggiore uniformità gestionale, in una programmazione più efficace della formazione obbligatoria e in iniziative condivise su digitalizzazione, sostenibilità, gestione del rischio e nuove opportunità per gli studi professionali.

Il clima che si respira nei territori è quello di una rinnovata volontà di collaborazione. La lista unitaria non elimina il confronto, ma lo orienta verso obiettivi comuni, valorizzando il lavoro di squadra e l’importante percorso già avviato dal Consiglio nazionale in questi anni.

Mentre si avvicina la data del voto, il messaggio che emerge dalle candidature territoriali è chiaro: la categoria sceglie, nella sua larga maggioranza, l’unità e la continuità come leve per rafforzare l’autorevolezza, la rappresentatività e la capacità di affrontare le sfide della professione che Il Consiglio Nazionale in carica ha saputo dimostrare in questi 4 anni.

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