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Confindustria Accessori Moda, fatturato in calo dell’8,6% nel 2024

NewsConfindustria Accessori Moda, fatturato in calo dell’8,6% nel 2024

La tendenza negativa si conferma anche nei primi sei mesi del 2025

Un anno difficile per il settore degli accessori moda nell’anno 2024. Confindustria Accessori Moda, la Federazione che rappresenta i settori della calzatura, pelletteria, abbigliamento in pelle, pellicceria e concia, ha comunicato i risultati di uno studio riguardo l’andamento del settore nel 2024 e le attese per il 2025.

Con circa 10mila imprese operative, la filiera ha concluso il 2024 con un fatturato totale di 30 miliardi di euro, subendo una diminuzione dell’8,6% rispetto all’anno precedente. Anche i primi sei mesi del 2025 confermano questa tendenza negativa, mostrando un ulteriore calo del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Per quanto riguarda le esportazioni, i primi cinque mesi del 2025 hanno evidenziato una diminuzione del 4,8% rispetto all’anno precedente, con un fatturato che raggiunge i 10,2 miliardi di euro. Tuttavia, nel bimestre di aprile e maggio si è osservato un segnale meno pessimista, con una contrazione ridotta al -3,4%.

Analizzando i dati per area geografica, si nota che le esportazioni verso l’Unione Europea sono rimaste pressoché stabili (-0,2%), anche se le dinamiche variano tra i principali mercati, come la Francia (-4,3%) e la Germania (+7,9%). Le flessioni al di fuori dell’Unione Europea sono più significative, in particolare nei mercati asiatici, con un -26,7% in Cina, -10,9% in Giappone e -14,4% in Corea del Sud.

Continuiamo a osservare una forte diminuzione dei flussi verso gli hub delle multinazionali in Svizzera (-24%), mentre ci sono segnali incoraggianti di crescita negli Emirati Arabi (+33,8%) e in Turchia (+13,6%).

L’attenzione rimane alta sul mercato statunitense, che rappresenta uno dei principali canali di esportazione per il made in Italy, specialmente dopo la decisione dell’amministrazione Trump di fissare al 15% i dazi sulle importazioni dall’Unione Europea. Questa misura avrà conseguenze negative per il settore, influenzando in modo significativo i margini aziendali e la competitività delle imprese italiane.

Nonostante una riduzione del 3,5% nel 2024 (con esportazioni che ammontano a quasi 3 miliardi di euro), il settore ha mostrato una resilienza notevole: nel periodo da gennaio a maggio 2025, le vendite verso gli Stati Uniti sono aumentate dell’1,4% rispetto all’anno precedente.

I dati ISTAT riguardanti il solo mese di giugno mostrano un’accelerazione notevole (+15%), probabilmente legata all’anticipo delle spedizioni prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi. Mentre il primo semestre si chiude con una previsione di crescita del +3,5%, l’impatto effettivo dei dazi nel secondo semestre potrà essere valutato solo con i dati successivi al mese di agosto, in particolare in relazione all’eventuale effetti sui margini e sulla competitività delle imprese italiane.

I segnali negativi nel settore produttivo si riflettono anche sui livelli occupazionali. Entro la fine di giugno 2025, il numero totale dei lavoratori è sceso a quasi 140mila, segnando una diminuzione del 2,3% rispetto a dicembre 2024. Allo stesso tempo, si nota una riduzione di circa 200 imprese attive, una flessione del 2,0%, all’interno della filiera.

C’è un leggero miglioramento nell’impiego degli strumenti di sostegno al reddito: nel secondo trimestre del 2025, quasi il 30% delle imprese ha segnalato di aver utilizzato gli ammortizzatori sociali, un valore leggermente inferiore rispetto ai primi due mesi dell’anno (35,4%) e al periodo da aprile a giugno 2024 (33,3%). Tuttavia, secondo i dati forniti dall’Inps, le ore totali di cassa integrazione nel primo semestre ammontano a circa 20,3 milioni, con un incremento del 12,8% rispetto ai primi sei mesi del 2024.

Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda, esprime: “Le informazioni che abbiamo presentano una situazione complessa, caratterizzata da problematiche sia alla fine del 2024 sia all’inizio del 2025. Le sfide sono numerose: dall’indebolimento della domanda globale alla fragilità di alcuni mercati asiatici, fino all’entrata in vigore del dazio del 15% imposto dagli Stati Uniti, che potrebbe danneggiare le nostre esportazioni in un mercato fondamentale. In questo contesto economico e geopolitico difficile, l’impegno nell’internazionalizzazione rimane un obiettivo prioritario. Gli eventi fieristici in corso e la collaborazione con il Maeci, come le Giornate Italiane della Moda nel Mondo, rappresentano una concreta opportunità”.

Aggiunge infine: “Infine, la formazione è un altro elemento essenziale per il futuro della nostra filiera, per il quale continueremo a impegnarci. È cruciale oggi avvicinare i giovani al mondo del lavoro attraverso strumenti appropriati e specifici, per facilitare un primo incontro con l’occupazione e far loro acquisire le competenze necessarie a costruire il futuro del made in Italy”.

Ciro Di Pietro

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