Covid, Galli: “Preoccupato per riapertura scuole dopo Pasqua”

ROMA – “Non sono affatto favorevole all’ipotesi della riapertura dopo Pasqua e non può passare l’idea che la scuola sia un ambito sicuro e controllato, in un momento in cui le varianti peggiorano la situazione e la trasmissibilità del virus proprio a scuola. I bambini, quelli più piccoli, non sono garantiti dalle mascherine perché se le indossano non è detto che lo facciano correttamente, diversamente dai più grandi. L’unica alternativa è fare test a tappeto, non tamponando però i più piccoli. Serve quindi accelerare sulla validazione dei test salivari, non immagino che riusciremo a farlo in poche ore ma mi aspetto che si faccia”. Così Massimo Galli, direttore di malattie infettive del Sacco di Milano, ospite de ‘L’aria che tira’ su La7.

“SU VACCINO C’È OBBLIGO ETICO, SANITARIO GARANTISCE SALUTE”

“Il fatto di avere personale non vaccinato in determinati contesti è un fatto assolutamente negativo. Non mi interessa stabilire nessi legali- spiega Galli- mi interessa invece il punto di vista etico: il sanitario deve garantire la salute alle persone che cura ed accudisce. E questo riguarda tutte le vaccinazioni, morbillo o influenza. Esiste un obbligo etico. Sottolineo che gli ordini professionali sanitari prevedono già un codice etico in cui rientra la necessità vaccinale, chi non vuole farlo vada a fare un altro mestiere, perché trovo fuori luogo che si cerchino scuse per evitare il vaccino”.

“TROVARE SOLUZIONE PER FAR ESEGUIRE VACCINO A FARMACISTI”

“La vaccinazione- aggiunge Galli- è un atto medico e quindi va fatta fare al medico, tuttavia siamo in una circostanza in cui sarebbe opportuno sveltire le procedure, riuscendo a vaccinare centinaia di migliaia di persone. Dobbiamo riuscire a trovare una soluzione per, eventualmente, far fare i vaccini ai farmacisti. Serve una mediazione tra pragmatismo e sicurezza del paziente”.

“CONCERTI COME QUELLI IN SPAGNA? IDEA ANCORA ACERBA”

“Ci si può avvicinare all’idea dei concerti, come quelli che si sono tenuti in Spagna in queste ore, ma solo con uso massiccio di vaccini, tamponi e misure di precauzione. Mi sembra quindi- aggiunge Galli- almeno sul fronte dei vaccini su cui siamo indietro, che questo scenario è ancora lontano. Un’idea quindi acerba”.

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