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Dazi cinesi sul brandy, portavoce Ue: ingiusti e ingiustificati

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Bruxelles, 4 lug. (askanews) – L’imposizione di dazi del 34,9% sull’importazione di brandy dall’Ue in Cina a partire dal 5 luglio, è una decisione “ingiusta, ingiustificata, incoerente con le norme internazionali” da parte di Pechino, che tende “ad abusare degli strumenti di difesa commerciale, ad avviare e condurre indagini sulla base di accuse discutibili e prove insufficienti”.

Lo ha affermato il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario, oggi a Bruxelles. “Vorrei essere molto chiaro su questo: l’Ue – ha detto il portavoce rispondendo alle domande dei giornalisti – si rammarica della decisione della Cina di imporre misure anti-dumping definitive sulle importazioni di brandy europeo in Cina”.

“Abbiamo ricevuto oggi – ha confermato Gill – la notifica di questa decisione . La Commissione ha seguito questa indagine molto attentamente fin dall’inizio. La nostra posizione è sempre stata immutabile e molto ferma: riteniamo – ha sottolineato – che le misure della Cina siano ingiuste. Riteniamo che siano ingiustificate. Riteniamo che siano incoerenti con le norme internazionali applicabili, e quindi infondate”.

“Fin dall’inizio di questa vicenda – ha continuato il portavoce -, la Commissione è intervenuta in diverse occasioni per difendere e sostenere l’industria dell’Ue, esprimendo crescenti preoccupazioni e sollevando obiezioni riguardo alle evidenti carenze nello svolgimento di questa indagine. Devo aggiungere – ha riferito – che nessuna delle preoccupazioni che abbiamo individuato nella fase provvisoria, e che abbiamo sollevato in una consultazione formale dell’Organizzazione mondiale del Commercio lo scorso novembre, è stata affrontata”.

“Purtroppo – ha rilevato Gill -, queste misure fanno anche parte di una preoccupante tendenza della Cina ad abusare degli strumenti di difesa commerciale, ad avviare e condurre indagini sulla base di accuse discutibili e prove insufficienti, il tutto in un lasso di tempo così breve”.

“Ora esamineremo attentamente queste misure, e valuteremo i prossimi passi per proteggere al meglio l’industria e gli interessi economici dell’Ue”, ha concluso il portavoce.

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