Francesca Giglio: «Dimissioni presentate prima del Consiglio Comunale»

L’ex assessore comunale di Nola, Francesca Giglio, chiarisce la sua posizione

“Le mie dimissioni da assessore al Bilancio e Tributi del Comune di Nola, con delega alle attività produttive, polizia municipale, fondi europei, sono state rassegnate all’antivigilia della prima seduta consiliare».

A parlare è la commercialista napoletana Francesca Giglio, ex assessore del comune nolano. La crisi era nell’aria da tempo ma la rottura è arrivata il 16 marzo quando l’ex assessore in una nota di congedo al sindaco Minieri, ha scritto: “Non sussistono più le condizioni per poter esercitare serenamente e in autonomia le funzioni a me delegate».

La maggioranza ha disertato il Consiglio Comunale, nonostante ci fosse all’ordine del giorno la presa d’atto da parte dell’assemblea per l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato 2020/2022 notificata il 18 gennaio dal Ministero degli Interni.

Un risultato centrato dalla Giglio grazie al grosso lavoro svolto in tandem con l’ufficio finanziario e, come lei stessa sottolinea, con il dirigente facente funzioni, Salvatore Fattore, e il segretario comunale, Enza Fontana.

L’ex assessore ha risanato le casse dell’amministrazione comunale di Noia, traghettandola fuori dal dissesto ed è costretta a rassegnare le proprie dimissioni per le “frizioni continue con un gruppo presente in consiglio comunale, che sono sfociate in divergenze nel metodo di lavoro e disaccordi nella definizione delle priorità insuperabili”.

Per senso di responsabilità verso una maggioranza non garantita dai numeri, Giglio lascia dopo aver fatto partire il bando di gara per l’esternalizzazione dei tributi e portato in giunta comunale l’approvazione della procedura semplificata che consente all’organismo di liquidazione straordinaria di transigere le posizioni debitorie del comune di Nola pre dissesto, non appesantendo i bilanci post dissesto.

L’ex amministratore stava lavorando ed aveva delineato a grandi linee il bilancio previsionale 2021/2023, che avrebbe immerso nuove provviste mediante utilizzo dei fondi europei sia per il rilancio delle attività produttive che per le opere pubbliche e garantito maggiori servizi alla cittadinanza attraverso le entrate correnti.

“Peccato non aver potuto concludere l’iter dei 120 giorni che avrebbe portato fuori da ogni difficoltà Nola, ma – conclude – il senso di responsabilità verso la città ha prevalso sui personalismi di chi ancora non antepone il bene comune al proprio».

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