ROMA – Dopo cinque anni dal colpo di stato militare, l’Unione africana ha annunciato che toglierà le sanzioni economiche alla Guinea. All’origine della decisione, come scrive in una nota l’organizzazione continentale, “i passi positivi compiuti nell’attuazione della Roadmap per la transizione politica”, che sono “culminati nella riuscita organizzazione delle elezioni presidenziali del 28 dicembre 2025”.
Le elezioni generali hanno portato alla vittoria il generale Mamady Doumbouya, che guidò il colpo di stato del 2021 e assurse a capo della giunta militare. Doumbouya, che ha prestato giuramento la settimana scorsa dopo aver ottenuto l’87% dei consensi, ha ricevuto le congratulazioni dell’Unione africana per la sua nomina. Una folla di sostenitori si è riunita a Conakry in occasione della cerimonia di insediamento, fiduciosi nelle sue promesse di riforme istituzionali ed economiche, a partire da un migliore sfruttamento delle risorse naturali a partire dai giacimenti di oro e di bauxite, mentre oltre il 50% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
A settembre, la giunta ha promosso una riforma costituzionale che consente a esponenti delle Forze armate di candidarsi, e a ha esteso il mandato presidenziale da cinque a sette anni, col limite di due mandati. Doumbouya ha motivato il colpo di Stato con la necessità di estromettere dal potere l’allora presidente Alpha Condé e la sua cerchia, accusandoli di corruzione.
Tuttavia, i candidati di opposizione e vari organismi della società civile hanno denunciato brogli e definito il processo elettorale “una farsa”, tornando a denunciare la repressione del dissenso all’indomani del golpe, con arresti e restrizioni alla libertà di espressione e dei media.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

