Italia-Africa, l’istruzione al centro dello sforzo per il continente

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Italia-Africa, l’istruzione al centro dello sforzo per il continente

Global Partnership for Education in attesa del vertice di lunedì a Roma

Roma, 27 gen. (askanews) – A fine febbraio l’Unione Africana lancerà il 2024 come anno dell’istruzione per il continente. Il tema sarà centrale nel prossimo Vertice Italia-Africa a Roma il 28 e 29 gennaio e centrale nel Piano Mattei con cui il governo italiano vorrebbe aiutare i paesi africani a raggiungere maggiore prosperità.L’istruzione insomma anche per limitare i flussi migratori. Fra i protagonisti del settore c’è la Global Partnership for Education, o GPE, un fondo che mette insieme donatori, società civile, settore privato e governi per finanziare l’istruzione e fornire assistenza tecnica didattica; lavora da vent’anni in novanta paesi a basso e medio reddito del mondo. Laura Frigenti della GPE spiega perché questo tema è così centrale per l’Italia: “L’Italia è un paese cerniera fra i paesi del Global South e quelli dell’Unione europea e soffre di essere il porto d’ingresso di tante persone che cercano opportunità migliori. L’Italia ha capito che per risolvere questo problema c’è bisogno di una partnership diversaÈ importante creare opportunità di sviluppo che siano sostenibili per questi paesi, e questo si ottiene solo se i paesi ottengono le skilles, le capacità necessarie a risolvere i problemi della mancanza di crescita che l’Africa in particolare sta affrontando.In tema di istruzione le sfide peggiori per l’Africa sono la qualità e la frequenza; su dieci bambini che finiscono il ciclo primario, sette non sono in grado di leggere una semplice frase. Il Covid ha anche abbassato l’accesso alle scuole, soprattutto per le bambine, che nonostante la riapertura non stanno tornando in classe. A ruota, il problema è la formazione degli insegnanti. Fra i progetti della GPE Laura Frigenti ne ricorda due: “Penso a una recente visita che ho fatto in Tanzania dove il programma di sviluppo di GPE di svariate centinaia di milioni per la creazione di un corpo insegnante a vari livelli. Penso a un altro paese, l’Etiopia dove GPE ha lavorato moltissimo per cercare di equiparare l’accesso all’istruzione fra zone urbane, rurali, le zone più periferiche del paese cerchiamo di far sì che l’educazione sia un trampolino che aiuti tutti gli studenti ad avere delle opportunità pari”.