Roma, 3 set. (askanews) – Più di due ore di colloquio tra il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong Un, al termine della grande parata militare in occasione dell’80mo anniversario della vittoria cinese sul Giappone, hanno sancito a Pechino il ritorno del numero uno di Pyongyang sulla grande scena internazionale, tra i leader che contano dell’asse alternativo a quello occidentale a trazione Usa.
La trasferta di Kim nella capitale cinese segna anche la riscossione del dividendo accumulato con l’invio di migliaia di soldati in Russia per combattere accanto ai militari di Mosca contro le forze ucraine nella regione di Kursk, dopo la firma del trattato di partenariato rafforzato con Putin, che prevede la difesa collettiva.
Il presidente russo ha riconosciuto in maniera sonora questo ruolo, lodando il ruolo avuto dalle truppe di Kim nella liberazione di Kursk. “Su vostra iniziativa, com’è noto, le vostre forze speciali hanno preso parte alla liberazione della regione di Kursk in pieno accordo con il nostro nuovo partenariato”, ha dichiarato Putin. “Vi prego di trasmettere – ha aggiunto – le mie più calorose parole di gratitudine a tutto il popolo della Corea del Nord”.
“Se c’è qualcosa che possiamo fare per aiutare la Russia, lo faremo sicuramente, e lo considereremo un dovere fraterno. E faremo tutto il possibile per aiutare la Russia”, ha risposto dal canto suo Kim Jong Un.
Dallo scorso anno la Corea del Nord ha inviato in Russia qualcosa come 13mila soldati. Secondo il servizio d’intelligence sudcoreano NIS, circa 2mila soldati nordcoreani sono stati uccisi in combattimento. Inoltre, Pyongyang starebbe pianificando di inviare in Russia ulteriori 6.000 soldati per supportare Mosca nella guerra contro l’Ucraina, mentre circa 1.000 ingegneri militari dovrebbero essere già arrivati in Russia.
I due leader sono stati, dall’inizio delle commemorazioni, al fianco del presidente cinese Xi Jinping (Putin a destra, Kim a sinistra) nelle celebrazioni della Vittoria. Questa immagine, oltre al fatto che l’incontro si sia tenuto a Pechino, presso la foresteria statale per gli ospiti stranieri Diaoyutai, segnala il diradarsi delle nubi nei rapporti tra Pechino e Pyongyang proprio per l’avvicinamento eccessivo della Corea del Nord alla Russia. I tre leader hanno parlato brevemente tra loro prima della parata. Non è chiaro se ci sarà nel prosieguo della giornata un incontro tra Xi e Kim. E’ noto che il primo non ha una simpatia troppo spiccata per il secondo.
Putin e Kim si sono recati all’evento nella stessa auto. Ai colloqui hanno partecipato per parte russa anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e il ministro della Difesa Sergey Belousov. Invece, per parte nordcoreana, Kim è stato affiancato anche dalla potente sorella Kim Yo Jong. A Pechino il leader nordcoreano è arrivato accompagnato inoltre dalla giovanissima figlia (si pensa abbia 10 anni) Kim Ju Ae e questo ha riacceso le speculazioni sulla possibilità che proprio questa bambina sia stata individuata come futura leader da Kim Jong Un.
Alla fine dell’incontro, Putin ha invitato Kim a visitare Mosca. Il leader nordcoreano ha accennato alla possibilità di rivedere “presto” il presidente russo. Si capirà in futuro se, sfidando la sua nota idiosincrasia per gli aerei del suo paese, il capo di Pyongyang andrà veramente a Mosca.


