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La strage di Crans-Montana, Papa Leone XIV: è importante stare uniti come amici e fratelli

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Roma, 10 gen. (askanews) – “Vorrei anche spendere una parola” sulla “tristezza e dolore che tutti abbiamo vissuto per quei 40 ragazzi di Crans Montana che hanno perso la vita perché anche anche noi dobbiamo ricordare che la vita è così preziosa che non possiamo mai dimenticare quelli che soffrono. Purtroppo quelle famiglie ancora nel dolore devono cercare adesso come superarlo. Anche per quello è importante la nostra preghiera, la nostra unità, che stiamo sempre uniti come amici, come fratelli”. Lo ha detto Papa Leone XIV incontrando in Aula Polo VI in Vaticano i giovani e gli adolescenti della Diocesi di Roma.

“Si può essere isolati anche in mezzo a tante persone. Anzi, proprio così la solitudine mostra il suo volto peggiore: non si viene ascoltati, perché immersi nel frastuono delle opinioni; non si guarda niente, perché abbagliati da immagini frammentarie. Una vita di link senza relazione o di like senza affetto ci delude, perché siamo fatti per la verità: quando manca, ne soffriamo. Siamo fatti per il bene, ma le maschere del piacere usa-e-getta tradiscono il nostro desiderio”, ha poi detto Papa Leone XIV incontrando in Aula Polo VI in Vaticano i giovani e gli adolescenti della Diocesi di Roma.

“Eppure in questi momenti di sconforto possiamo affinare la nostra sensibilità. Se tendiamo l’orecchio e apriamo gli occhi, il creato ci ricorda che non siamo soli: il mondo è fatto di legami tra tutte le cose, tra gli elementi e i viventi. Eppure, per quanto continuiamo a respirare l’aria pronta per noi, restiamo affannati; per quanto mangiamo cibo, anche se buono, non ci sazia e l’acqua non disseta. La disponibilità della natura non ci basta, perché noi non siamo solo quello che mangiamo, beviamo e respiriamo. Siamo creature uniche fra tutte, perché portiamo in noi l’immagine di Dio, che è relazione di vita, d’amore e di salvezza” ha continuato.

“La luce del Vangelo rischiara le nostre relazioni: attraverso parole e gesti quotidiani si espande, coinvolgendo ciascuno nel suo calore. Allora un mondo grigio e anonimo diventa un luogo ospitale, a misura d’uomo, proprio perché abitato da Dio. Sono contento che nei vostri ambienti sperimentiate relazioni autentiche: quello che vivete nelle parrocchie romane, in oratorio e nelle associazioni, non potete tenerlo per voi. Non aspettatevi che il mondo vi accolga a braccia aperte: la pubblicità, che deve vendere qualcosa da consumare, ha più audience della testimonianza, che vuole costruire amicizie sincere. Agite dunque con letizia e tenacia, sapendo che per cambiare la società occorre anzitutto cambiare noi stessi” ha concluso il Santo Padre.

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