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Lavoro, Confindustria: smart working in 1 impresa su 3

NewsLavoro, Confindustria: smart working in 1 impresa su 3

I dati mostrano che il lavoro flessibile è implementato nel 32,3% delle imprese, una diffusione molto simile a quella calcolata dalla raccolta di dati dell’anno scorso

Un’analisi effettuata da Confindustria ha esaminato la diffusione dello smart working nelle imprese associate in due momenti distinti: prima della pandemia e nel 2024.

I dati mostrano che il lavoro flessibile è adottato dal 32,3% delle imprese, una percentuale molto simile a quella rilevata nell’anno precedente. Questo suggerisce una stabilizzazione nell’uso di questa modalità di lavoro attorno a un terzo delle imprese, un dato quattro volte più alto rispetto al periodo antecedente alla pandemia, quando solo poco più del 8% delle imprese lo implementava.

Questa forma di lavoro si rivela più comune nel settore dei servizi (39,6%) rispetto all’industria (26,7%), anche in relazione alla natura delle attività svolte. Inoltre, l’adozione del lavoro flessibile è fortemente influenzata dalla grandezza dell’impresa, essendo presente in meno del 25% delle piccole imprese, con meno di 15 lavoratori (24,3%), in circa un terzo delle imprese di medie dimensioni, da 16 a 99 dipendenti (34,4%), e in quasi due terzi delle grandi aziende, con oltre 100 dipendenti (65,4%).

Analizzando l’intensità d’uso del lavoro flessibile, emerge che, nelle imprese che lo hanno implementato, oltre un terzo dei lavoratori non dirigenziali lo ha utilizzato (35,8%), senza differenze significative tra il settore industriale (34,9%) e quello dei servizi (37,2%).

In modo più dettagliato, l’8,3% dei lavoratori ha utilizzato questa modalità per un massimo di un giorno a settimana (o 4 giorni al mese), il 17,7% per un massimo di due giorni a settimana (o 8 giorni al mese), e il 9,7% per tre o più giorni alla settimana (o 12 giorni al mese).

Ciro Di Pietro

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