Lavoro, Fedex Tnt lascia Piacenza: 300 lavoratori a rischio

PIACENZA – FedEx Tnt Express lascia Piacenza. La multinazionale americana, in una nota, ha infatti comunicato che nel sito della città emiliana “le operazioni di handing non sono più necessarie e verranno interrotte con effetto immediato”. L’annuncio della chiusura, che rende incerto il futuro di circa 300 lavoratori piacentini, arriva nel giorno dello sciopero nazionale del comparto della logistico e a distanza di un mese dalla protesta dei Si Cobas e del collettivo Controtendenza, che a febbraio si sono scontrati con la Polizia davanti al magazzino dell’azienda in città, facendo poi scattare misure cautelari e arresti domiciliari.

FedEx, ha dichiarato inoltre l’intenzione di assumere 800 lavoratori per le attività di smistamento dei pacchi in altre città italiane, tra cui Bologna. Ma senza rabbonire il sindacato piacentino, che ribatte: “Lo sciopero del Si Cobas, in gennaio, aveva come punto prioritario l’impegno a mantenere in attività il magazzino, poiché era nota da un anno l’intenzione di chiuderlo in marzo, essendo stato annunciato dalla stessa FedEx”, viene sottolineato.

Inoltre “sin dal giorno degli arresti dei nostri esponenti, l’azienda si è approfittata per operare una ‘serrata’ padronale (illegale nel nostro ordinamento), cercando di sfruttare l’assenza dei rappresentanti sindacali per raggiungere il proprio scopo”. E ancora: “Contrariamente a quanto annunciato da Fedex-Tnt- afferma Si cobas- non stanno assolutamente avvenendo assunzioni nelle città indicate nel loro comunicato. Al contrario, anche nelle città venete stanno avvenendo licenziamenti” e sarebbero offerti “fino a 45.000 euro ai lavoratori che accettano di andarsene”.

Il Si Cobas annuncia dunque battaglia e investrà “Fedex-Tnt con tutta la sua forza d’urto per arrivare alla salvaguardia dei 300 posti di lavoro nel piacentino, colpendolo con scioperi e manifestazioni in tutta Italia”. Sul piano locale però, quanto sta avvenendo, “sbugiarda in modo incontrovertibile l’assurdità dell’impianto repressivo agito contro i sindacalisti che aveva visto dipingere lo sciopero di gebnnaio come ‘privo di reale valenza sindacale’”, viene sottolineato. “Talmente privo che il preciso oggetto delle rivendicazioni si è manifestato oggi in tutta la sua drammatica concretezza”.

L’auspicio dell’organizzazione sindacale, ora, è almeno “che chi ha ordito contro di noi calunnie e azioni repressive si faccia un profondo esame di coscienza e decida di intervenire per risolvere la situazione che ha contribuito ad alimentare”. Nel frattempo oggi, nell’ambito dello sciopero nazionale della logistica per il rinnovo del contratto nazionale, a Piacenza si è svolto un presidio davanti al deposito Ikea.

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