ROMA – “Sia come figlia che come giornalista, quindi conoscendo bene l’aspetto familiare e i retroscena pubblici, mi sono resa conto che all’esterno non c’era piena conoscenza della vera attività svolta dai miei genitori”. Così Giovanna Tatò, giornalista e scrittrice, nella videointervista a proposito del suo libro ‘Porte chiuse. Lettera ai genitori: Erminia Romano e Tonino Tatò’ (Maurizio Vetri Editore).
DUE GENITORI IMPORTANTI: IL BRACCIO DESTRO DI BERLINGUER E LA PRIMA DIRETTRICE D’ORCHESTRA D’ITALIA
Due genitori importanti, per decenni al centro della vita politica, culturale e sociale italiana. Tonino Tatò, partigiano, prima dirigente sindacale della Cgil, lavoro che pochi conoscono, fino all’incontro con Enrico Berlinguer, segretario generale del Partito comunista italiano, il secondo partito dopo la Dc, per 15 anni suo consigliere politico e capo della comunicazione del partito. È storia: in quegli anni chi voleva ‘parlare’ con Berlinguer ‘prima’ doveva ottenere il via libera da Tonino Tatò.Erminia Romano, partigiana anche lei, è una pioniera della musica italiana: “Negli Anni 50 mia madre- dice Giovanna Tatò- grande musicista è stata la prima donna a diplomarsi in Italia in Direzione d’orchestra. In Italia la si vedeva come un oggetto alieno che piomba nel sistema maschile della musica, ma lei era una musicista a tutto tondo: componeva, scriveva saggi, ha fatto le cose che fanno i grandi musicisti… ma questo lavoro non le veniva riconosciuto. Tutti e due- sottolinea Giovanna Tatò- erano troppo avanti rispetto alla media nazionale italiana”.
IL PCI, LA CGIL, L’AMICIZIA CON BERLINGUER
Da sottolineare che Tonino Tatò, dopo la guerra, “dentro la Cgil ha creato l’osservatorio sullo sviluppo della società italiana, dato vita a quella che poi sarebbe diventata Rassegna sindacale… era tutto in divenire, una incognita con la possibilità di creare grandi cose. Questa era la sua speranza e la condivideva con mia madre, entrambi avevano questo orientamento sociale molto sviluppato”.Poi Tonino Tatò diventa consigliere politico di Enrico Berlinguer, suo braccio destro… “non solo- dice Giovanna Tatò- mio padre diventa anche suo grande amico, con lui condivideva non solo analisi politiche ma anche il frutto delle sue personali conoscenze maturate come capo della comunicazione del Pci, ed erano conoscenze ad altissimo livello istituzionale, di tutti i partiti, della cultura, che mio padre metteva a disposizione senza mai apparire. Questo era molto importante perché Berlinguer era più portato alla riflessione, alla scrittura, così aveva più tempo per dedicarsi alla preparazione dei suoi interventi, che insieme alle interviste venivano poi diffusi in tutto il Paese. Berlinguer tutto questo lo condivideva sempre con mio padre, posso dire che si alimentavano l’uno con l’altro”.
LE TESTIMONIANZE
Poi Giovanna Tatò parla delle ‘chicche’ del suo libro: “Per quanto riguarda mia madre dopo tanto sono riuscita a intervistare e avere una testimonianza da Marcella Crudeli, oggi pianista di fama internazionale, il suo Chopin è fenomenale. Allora aveva 26 anni e fu mia madre a notarne le doti e a valorizzarla. Negli anni Crudeli ha dato vita a una fondazione che aiuta e promuove giovani talenti e premi internazionali. Su mio padre sono riuscita a parlare con Monsignor Bettazzi, prima della sua scomparsa a 99 anni, che quando era Vescovo di Ivrea scrisse una lettera aperta sull’importanza del ruolo dei cattolici al segretario del Pci, Enrico Berlinguer: “Mi ha subito risposto, e quanto mi ha detto durante l’incontro per me è stato molto forte, molto importante perché è la prima volta che qualcuno ha detto formalmente che la risposta a quella lettera aperta al Pci e la Chiesa cattolica l’aveva scritta mio padre. Nel libro dico che si scorge bene lo stile di mio padre, aveva una scrittura molto riconoscibile”.Il libro di Giovanna Tatò, ‘Porte Chiuse. Lettera ai genitori: Erminia Romano e Tonino Tatò’ verrà presentato il prossimo 4 febbraio nella sede della Fondazione Gramsci a Roma
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