ROMA – Con un nuovo maxiemendamento del governo- portato dopo il vertice sulla manovra che si è tenuto ieri sera, a Palazzo Chigi, con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni- il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è tornato da questa mattina, sabato 20 dicembre, a seguire i lavori sulla Manovra in commissione Bilancio del Senato. I contenuti delle proposte dell’esecutivo riguardano gli aiuti alle imprese, la previdenza complementare per i neoassunti, fondi per il Piano casa e il rinvio degli stanziamenti per il Ponte sullo stretto.
CONFERMATI ZES E CREDITO D’IMPOSTA, FONDI PER PIANO CASA E PONTE SULLO STRETTO: LE MISURE INCLUSE NEL MAXI EMENDAMENTO
Tra le misure vengono confermate le risorse per le imprese, con il rifinanziamento della Zes e del credito d’imposta. Sul piano delle infrastrutture, sono previsti 100 milioni per due anni per il Piano Casa, i fondi per il caro-materiali e lo slittamento dal 2032 al 2033 di alcuni fondi per il Ponte sullo Stretto. Nella relazione tecnica, infatti, si legge che “il rifinanziamento degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, alla luce dell’aggiornamento dell’iter amministrativo e del non perfezionamento degli impegni relativi alle somme iscritte in bilancio nell’anno 2025 in conto residui rinvenienti dall’anno 2024, prevedendo un incremento delle risorse negli anni 2032 e 2033 tali da lasciare inalterato il valore complessivo delle somme autorizzate”. Inoltre, prosegue la relazione, “sono previste, in particolare, variazioni volte a rifinanziare il Fondo Occupazione, il Piano casa di cui all’articolo 1, comma 403, della legge n. 207 del 2024, il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 76 del 2020”.
LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER I NEO ASSUNTI
A decorrere dal 1° luglio 2026, si introduce un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare, con facoltà di rinuncia a tale adesione automatica entro 60 giorni, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione.Inoltre per quanto riguarda i versamenti del trattamento di fine rapporto sul fondo Inps, nella relazione tecnica si legge che “dal 2032 è invece prevista l’estensione dell’obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40”. Confermato anche l’allargamento della platea delle imprese che devono conferire il Tfr all’Inps. Sarà però un intervento graduale.
NO AL CUMULO DI IMPORTI CON PENSIONE INTEGRATIVA
Salta inoltre la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. È quanto prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra che sopprime una norma introdotta dalla legge di bilancio dello scorso anno, ottenendo così risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni.
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