Medicina di precisione per curare mutazione Brca1 e Brca2

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Medicina di precisione per curare mutazione Brca1 e Brca2

I due geni responsabili dei tumori ereditari a mammella e ovaio

Venezia, 2 feb. (askanews) – Per il tumore alla mammella con mutazione dei geni BRCA1 e BRCA 2 la medicina di precisione e i test diagnostici possono fare la differenza. Se ne è parlato a Venezia a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale in occasione di un tavolo di lavoro con istituzioni, oncologi e associazioni pazienti organizzato da FB&Associati. È costante l’impegno da parte dell’amministrazione regionale, come spiega Lucas Pavanetto, consigliere regionale Quinta Commissione politiche sociosanitarie Regione Veneto: “Da parte della Regione del Veneto c’è sempre stata la massima attenzione e l’assessorato si è sempre attivato. Comunicazione, soprattutto, fare conoscere il problema e lo screening naturalmente, visti i dati da parte delle donne, ma anche da parte degli uomini ci deve essere maggiore attenzione. Massima comunicazione per far partecipare le persone a questi screening e il potenziamento dei servizi, cosa a cui l’assessorato alla sanità sta lavorando costantemente per aumentare” . 00.45Le parole d’ordine in ambito medico sono, quindi, prevenzione, screening e diagnosi precoce e gli Ircss Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, possono fare moltissimo, come sottolinea Marco Montagna, responsabile Uos tumori eredo-familiari della mammella/ovaio: “Gli Ircss hanno un ruolo fondamentale perché sono istituti in cui la ricerca viene in qualche modo accoppiata alla parte assistenziale e alla diagnostica . In questo settore, in particolare, il ruolo centrale è quello di due geni Brca1 e Brca2 che sono i principali responsabili dei tumori ereditari della mammella e dell’ovaio. E’ vero che ci sono altri geni coinvolti e la lista non è molto breve e ci collega a un ambito di ricerca, molti di questi geni non hanno superato o ancora raggiunto quella soglia di validità clinica che ci permette di poterli utilizzare nella pratica clinica”. Il progetto iniziato nel 2022 ha messo in luce l’esigenza di avere test più rapidi, la verifica della familiarità nel corso della prima mammografia di screening, una presa in carico globale delle famiglie a rischio.