Meloni conferma linea dura sui migranti ma è scontro con Ue

Commissione chiede “sbarco immediato” Ocean Viking. Per premier norme rispettate

Roma, 9 nov. (askanews) – Sui migranti Giorgia Meloni conferma la linea dura ma è scontro con l’Europa.

La Commissione europea, nel pomeriggio, ha chiesto lo “sbarco immediato” di tutte le persone a bordo dalla Ocean Viking, che dopo il no italiano a un porto sicuro sta navigando verso Marsiglia o la Corsica. Con le condizioni meteo in peggioramento, però, ci vorrà ancora almeno un giorno. Troppo per Bruxelles, secondo cui la situazione a bordo ha raggiunto un “livello critico” e occorre agire subito per evitare una “tragedia umanitaria”. Dunque, è la sostanza, serve uno sbarco immediato, nel porto più vicino. “L’obbligo legale di soccorrere e garantire la sicurezza della vita in mare è chiaro e inequivocabile, a prescindere dalle circostanze che portano le persone a trovarsi in una situazione di pericolo”, è il richiamo della Commissione, che convocherà “urgentemente i Paesi Ue per lavorare ulteriormente su soluzioni comuni”.

La nota di Bruxelles arriva dopo la polemica a distanza con la Francia: pur dicendo sì all’accoglienza della Ocean Viking, infatti, l’Eliseo ha denunciato “il comportamento irresponsabile” delle autorità italiane. L’Italia deve “svolgere il suo ruolo e rispettare i suoi impegni europei”, ha ribadito il portavoce Olivier Véran.

Parole che Meloni non accetta e a cui replica intervenendo all’assemblea congiunta dei parlamentari di Fdi. “Il Governo italiano – dice – sta rispettando tutte le convenzioni internazionali e il divieto imposto a queste navi ong di sostare in acque italiane, oltre il termine necessario ad assicurare le operazioni di soccorso e assistenza dei soggetti fragili, è giustificato e legittimo”. Parole condivise, da Amsterdam, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che lunedì porrà la questione al Consiglio Affari europei perchè “l’immigrazione è un problema europeo, come ha detto anche Papa Francesco, non solo italiano, greco o maltese”.

Peraltro, secondo la premier, “a bordo di queste navi non ci sono naufraghi ma migranti: le persone sono salite a bordo in acque internazionali trasbordando da altre unità navali di collegamento e la nave che li ha presi in carico è attrezzata ed equipaggiata per ospitarli e provvedere a tutte le loro esigenze di accoglienza. Giuridicamente, dunque, non parliamo di ‘naufraghi'”. Meloni, parlando ai suoi parlamentari, non risparmia un attacco neppure ai medici e psicologi che sono saliti a bordo per verificare le condizioni dei migranti, stabilendo per tutti una condizione di fragilità che necessitava lo sbarco. Una decisione “bizzarra”, la definisce, che “non è dipesa dal governo”.

Parole “indecenti” per Angelo Bonelli (Avs) e “inaccettabili” per Matteo Richetti (Azione) mentre secondo il vescovo di Catania Luigi Renna “i medici hanno agito secondo scienza e coscienza ed hanno rispettato pienamente il giuramento di Ippocrate”.

Posizioni che al momento non sembrano scalfire la posizione della presidente del Consiglio e del governo (che il 16 novembre con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferirà in Senato). “Con la sinistra al potere – accusa Meloni – si è tollerata e alimentata una situazione di totale illegalità ma noi lavoriamo perché le cose cambino”. Adesso la partita non è più italiana e investe le istituzioni e i partner comunitari, con conseguenze che al momento è difficile prevedere. “Litigare con i Paesi europei sugli sbarchi – è l’allarme di Lia Quartapelle del Pd – servirà forse per qualche decimale nei sondaggi ma danneggia gli interessi italiani nel futuro”.

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