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“Mi sembrava la Cappa”: Le Iene portano a galla due nuovi testimoni sul delitto di Garlasco

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ROMA – Le “Iene” non mollano il delitto di Garlasco e riaccendono l’attenzione sulla famiglia Cappa. Questo nonostante, lo scorso giugno, Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, inviato e autore della trasmissione Mediaset, abbiano messo a bilancio una condanna per diffamazione aggravata ai danni di Stefania Cappa, una delle gemelle, cugine della vittima Chiara Poggi, proprio per uno speciale dedicato al delitto avvenuto nel paese della provincia di Pavia nel 2007.

LA CONDANNA PER DIFFAMAZIONE, PERCHÈ

Le due Iene sono state condannate, spiega lo stesso De Giuseppe, ripercorrendo quella vicenda, a seguito di un servizio in cui avevano dato spazio alla testimonianza di Mario Muschitta, l’operaio che, ai tempi della prima indagine, aveva fatto alcune rivelazioni clamorose, poi ritrattate. Ma nella puntata andata in onda ieri sera, domenica 11 gennaio, un servizio dello stesso De Giuseppe ha portato alla luce due nuove testimonianze che, secondo la “Iena”, coinciderebbero con il racconto dell’ex testimone, licenziato dai Pm dell’epoca come “confuso e inattendibile”. “Non possiamo esimerci- spiega De Giuseppe- di dare conto di testimonianze che confermano la stessa cosa”. Ovvero che indicherebbero la presenza di più componenti della famiglia Cappa, la mattina del delitto, nelle vicinanze della villetta Poggi. Fatto che di per sé non rappresenterebbe alcuna prova di un coinvolgimento diretto nell’omicidio, aggiunge poi il conduttore, per ribadire la presunzione di innocenza di persone mai indagate nelle diverse indagini che si sono susseguite in quasi 20 anni sulla vicenda.

LE NUOVE TESTIMONIANZE

In sostanza, nella puntata di ieri sera, è stato trasmesso un servizio annunciato da tempo – e rimandato più volte, forse per accrescere la suspence- in cui sono riportate “due nuove testimonianze che si aggiungono al caso”. Sono quelle- rigorosamente anonime- di una donna che afferma di aver visto, la mattina del delitto Maria Rosa Poggi, mamma delle gemelle e zia della vittima, in auto, a pochi minuti da via Pascoli, provenire proprio dalla direzione della casa in cui è avvenuto il delitto; e poi, per secondo, il racconto di un uomo che dichiara, invece, di aver notato, proprio quella mattina, “una ragazza bionda su una bicicletta nera”, allontanarsi da via Pascoli. Insomma, le testimonianze, per quanto anonime e vaghe, secondo De Giuseppe “riaccendono dubbi su quanto accaduto”.

“MARIA ROSA POGGI AGGRAPPATA AL VOLANTE, ERA LEI”

La voce della donna, riportata nel servizio, sostiene di essere passata la mattina del 13 agosto 2007, quella del delitto, in una strada adiacente a via PascolI, quella della villetta Poggi. E di aver visto tra le 9.15/30 e le 10 Maria Rosa Poggi in auto “aggrappata al volante, perché lei guida così”. Ed “è una cosa che da 18 anni me la racconto, sono sicurissima”. Sempre la stessa testimone aggiunge poi un altro dettaglio “su cui però non ci metto la mani sul fuoco” e non esprime la stessa sicurezza, ovvero: “Davanti all’auto di Maria Rosa Poggi c’era anche la figlia in biciclette”, chiosa.

“UNA RAGAZZA BIONDA, IN BICI CON UN ATTREZZO IN MANO”

Il secondo testimone, un uomo, si concentra proprio sulla ragazza che, la stessa mattina, avrebbe visto “uscire di lì”. “Dovevo andare a Pavia , sono passato da quelle parti- racconta- e ho visto venire via da via Pascoli, una ragazza bionda, con una bicicletta nera e un attrezzo in mano, mi è sembrata una Cappa”.

Anche il signore non viene mostrato in volto: nessuno dei due nuovi testimoni ha mai riferito nulla agli inquirenti. “Non voglio essere chiamato in causa- motiva l’uomo- E come me qualcuno sa, ma qui la verità non uscirà mai, nessuno vuole esporsi in una situazione che puoi può esplodere”. E ancora: “Se buttano giù il muro delle gemelle, esce la verità”, è il dogma del testimone anonimo, che lo stesso conduttore racconta di aver ascoltato più volte, quando si è recato a Garlasco, esprimendo la stessa volontà di non voler essere tirato in ballo.
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