Migranti, Tajani: navi Ong non rispettano codice di condotta

Non soccorrono naufraghi, hanno appuntamenti in mare coi migranti

Bruxelles, 14 nov. (askanews) – Sulla questione migratoria e il ruolo delle Ong il governo italiano non ha intenzione di cercare lo scontro con altri paesi dell’Ue, ma pone solo un problema poltico, riguardo alle regole che vanno rispettate da parte di queste organizzazioni, e in particolare il “codice di condotta” quanso impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare.

Lo ha detto questo pomeriggio a Bruxelles il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha incontrato la stampa dopo aver partecipato al Consiglio Esteri dell’Ue, e dopo aver incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

A una giornalista che chiedeva se con la prossima nave di Ong carica di migranti che arriva in Italia non si debba temere nuovi scontri come quello verificatosi con la Francia per la “Ocean Viking”, Tajani ha replicato: “Non dobbiamo fare scontri, non sono scontri. Noi abbiamo posto un problema politico: il fatto che devono essere rispettate delle regole. Ci sono delle regole – ha insistito -, c’è un codice di condotta” per le Ong in mare impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio.

Ebbene, ha sottolineato il ministro degli Esteri, “il codice di condotta deve essere rispettato”, perché per le Ong “un conto è il soccorso in mare, altra cosa è avere un appuntamento in mezzo al mare, una cosa completamente diversa”.

“Soccorrere in mare – ha continuato Tajani – significa aiutare dei naufraghi che stanno affogando, mentre un appuntamento in mare vuol dire che qualcuno porta delle persone per fargli fare metà del viaggio e l’altra metà lo fa fare agli altri. Questo non va bene, perché” le Ong “non informano la Capitaneria di Porto, non informano la Marina Militare, non informano la Guardia di Finanza; si muovono in materia autonoma, decidono dove devono andare senza consultarsi con nessuno”. Ma, ha rilevato il ministro degli Esteri, “non spetta a un ente privato fare queste scelte. Questa è la verità”.

Il ministro ha poi adombrato il sospetto che le imbarcazioni delle Ong vadano a cercare le persone da soccorrere in mare anche al fine di evitare che debbano essere le normali navi commerciali a farlo, con evidenti danni economici. “La verità vera è che dovrebbero essere le navi mercantili a fare il soccorso in mare; evidentemente ci sono delle Ong che fanno un lavoro diverso per lasciare libere le navi mercantili dall’obbligo di soccorrere le persone in mare”, ha concluso Tajani.

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