Milano accelera sulla transizione ecologica con le nuove infrastrutture di A2A

MILANO – Nuovo passo avanti per la transizione ecologica a Milano grazie al potenziamento della rete elettrica della città. È stata inaugurata oggi, infatti, la nuova cabina elettrica primaria San Cristoforo, nella zona sud ovest del capoluogo lombardo. L’infrastruttura di A2A, realizzata per distribuire in modo integrato e capillare l’energia elettrica, contribuisce ad aumentare l’affidabilità della rete di Milano e a sostenere l’elettrificazione dei consumi in corso, passo necessario per raggiungere gli obiettivi di abbattimento di emissioni e decarbonizzazione e fa parte del piano di investimenti da un miliardo di euro lanciato dalla multiutility milanese. All’inaugurazione hanno partecipato l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, l’Ad di Atm Arrigo Giana e l’assessore all’Ambiente del comune di Milano Elena Grandi.

San Cristoforo è la seconda delle 10 cabine primarie che saranno realizzate da A2A a Milano, le prime 6 operative nel prossimo triennio. È inoltre prevista la realizzazione di 880 cabine secondarie e oltre 1.600 chilometri di nuovi cavi. L’obiettivo degli interventi di potenziamento della rete è quello di soddisfare la crescente domanda di energia elettrica a Milano, che è già oggi fra le metropoli europee con la più alta densità di potenza elettrica richiesta per chilometro quadrato ed entro il 2030 si prevede un raddoppio dei consumi di energia.

L’impianto rappresenta quindi uno snodo fondamentale della rete di distribuzione cittadina, che permette di trasformare l’energia elettrica dall’alta alla media tensione e di ottimizzare in questo modo la gestione del sistema elettrico locale. La cabina San Cristoforo è stata progettata proprio per soddisfare la crescente domanda di energia, permettendo di snellire i carichi energetici ed equilibrare gli assetti, garantendo standard elevati di qualità e continuità del servizio. Assicura inoltre l’alimentazione della nuova linea metropolitana M4 (per un totale di 16,9 MW) e dell’hub di ricarica degli autobus elettrici “Giambellino” di ATM (per circa 6 MW). Infine, attraverso la creazione di nuovi punti di rialimentazione, in caso di distacchi garantisce una migliore distribuzione degli utenti sulle linee e un avvicinamento delle utenze ad una nuova fonte di alimentazione energetica primaria.

A Milano S.Cristoforo nasce la cabina elettrica primaria targata A2A from Agenzia DIRE on Vimeo.

“Prosegue l’avanzamento del piano decennale di investimenti per oltre 1 miliardo di euro, in cui si colloca questo impianto, per la rete elettrica di Milano”, dichiara Mazzoncini. “Milano per quarant’anni, dal ’75 al 2015, come tutto il resto d’Italia, non ha fatto nuove infrastrutture di cabine primarie, che sono quelle che collegano la rete nazionale Terna alla città. I prossimi anni saranno fondamentali per rinnovare l’infrastruttura della città e renderla pronta alle sfide del futuro: elettrificazione dei consumi e decarbonizzazione. L’inaugurazione della nuova cabina primaria va proprio in questa direzione e rappresenta l’esempio tangibile del costante impegno del gruppo per rendere sempre più affidabile la rete milanese, a vantaggio di cittadini e imprese”.

“Stiamo andando verso la decarbonizzazione e e bisognerà accelerare”, commenta Grandi. “Sappiamo benissimo che l’energia viene tratta dal gas ancora più che da quella elettrica, ma dobbiamo assolutamente invertire la tendenza. Questa cabina inaugurata oggi è un primo importantissimo passo, altre otto ne dovranno seguire. La transizione ecologica deve partire anche da questo”.

Il Comune dovrà quindi ora lavorare per trovare gli spazi adatti dove installare le restanti cabine. Un lavoro che Grandi definisce “non semplicissimo” anche perché “per ogni cabina primaria vanno trovati gli spazi anche per circa cento cabine secondarie”. Quello di San Cristoforo, spiega però l’assessora, era “uno spazio molto adatto, che servirà direttamente la nuova metropolitana. È un’area di quelle che sono state requisite alla mafie e che quindi aveva bisogno di un buon utilizzo”. Inoltre “tutta l’area che confina con l’impianto verrà forestata, quindi anche le case che saranno intorno avranno una visuale diversa”. 

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