Negoziati d’associazione all’Ue, San Marino al rush finale

Segretario agli Esteri Beccari: servirà un ultimo sforzo politico

Roma, 9 mar. (askanews) – San Marino si prepara al rush finale per l’accordo di associazione all’Unione europea, che rappresenta per il Titano un’opportunità di accedere al mercato unico con una “perfetta equivalenza” con i paesi membri, pur mantenendo lo status di terzo rispetto al raggruppamento. L’ha spiegato oggi ad askanews il segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, che ha incontrato a Roma gli ambasciatori dei paesi Ue accreditati a San Marino.

“È un incontro che abbiamo organizzato con gli ambasciatori di tutti i paesi europei accreditati a San Marino, quindi un momento per affrontare il tema del negoziato che San Marino sta conducendo con l’Unione europea per un accordo di associazione e, più in generale, il piano dei rapporti tra San Marino e Unione Europea alla luce di quelle che sono più comunque le sfide di oggi che vanno al di là della partecipazione o meno al mercato unico”, ha spiegato Beccari.

L’Ue ha aperto percorsi negoziali per accordi d’associazione per tre piccoli paesi europei: San Marino, Monaco e Andorra. Il processo, a quanto ha spiegato lo scorso anno il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic, dovrebbe essere portato a termine entro l’anno. Per San Marino – ha spiegato Beccari – questa è “l’opportunità di essere integrato nel mercato unico in condizione di perfetta equivalenza rispetto a un paese membro pur mantenendo una condizione di stato terzo”. Per dirla in altre parole, ha continuato, è “un compromesso rispetto all’adesione che scompone e manda avanti in questo momento la parte pratica, quindi il meccanismo del Mercato unico, e lascia in sospeso quella politica relativa alla partecipazione piena all’Unione europea nei suoi organismi”.

Si tratta di un percorso che consente a uno stato di piccole dimensioni come San Marino di accedere a una procedura alternativa al percorso d’adesione che avrebbe comportato tempi lunghi e notevoli difficoltà.

In questo percorso, l’Italia ha avuto un ruolo d’impulso in una prima fase. “L’Italia ha avuto un ruolo fondamentale all’inizio di questo percorso perché è stato con un forte impulso italiano tra il 2014 è il 2015, è un particolare l’Italia era rapprensentata a Bruxelles da (Federica) Mogherini nel ruolo di responsabile del SEAE (Servizio europeo per l’azione esterna, ndr.), che ha di fatto creato le condizioni, insieme poi alla collaborazione anche di Spagna e Francia, per l’avvio di questo negoziato. Ma devo pure dire: l’apporto italiano è stato fondamentale”.

Da quel momento in poi – ha continuato Beccari – “l’Italia ha sempre accompagnato da un punto di vista di supporto percorso di San Marino, che però sul piano negoziale è stato autonomo rispetto all’Unione europea. Oggi forse il rush finale, laddove ci sono delle questioni politiche magari di più difficile soluzione, potrebbe richiedere ancora uno sforzo per la conclusione, che vedrà probabilmente fare entrare in campo l’elemento politico, cioè rendere possibile che a volte non è possibile sulla carta”.

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