“Il trattamento dell’obesità a medio e lungo termine è necessariamente multimodale e combinato. Non esiste oggi una singola soluzione valida per tutti”. È quanto affermato da Maurizio De Luca, presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (SICOB).
“Il trattamento dell’obesità comprende interventi nutrizionali, supporto psicologico e psichiatrico, terapia farmacologica, procedure endoscopiche, chirurgia bariatrica e metabolica, riabilitazione, attività motoria e un profondo cambiamento dello stile di vita.
Tutti questi strumenti possono essere utilizzati insieme oppure alternati nel tempo, in base alle caratteristiche cliniche del paziente”.
Per SICOB, la vera sfida oggi è ampliare l’accesso alle cure. “Riusciamo a trattare solo una minima parte (il 2%) delle persone che avrebbero indicazione a un percorso terapeutico strutturato per l’obesità.
La vera battaglia non è tra farmaci, endoscopia o chirurgia, ma contro la mancata presa in carico della maggior parte dei pazienti: riuscire a portare il restante 98% della popolazione verso cure appropriate, sicure e continuative”, ha sottolineato il presidente della società scientifica.
L’obesità viene ormai riconosciuta come una malattia cronica e complessa, spesso associata a diabete di tipo 2, steatosi epatica, malattie cardiovascolari, apnea notturna e altre patologie metaboliche.
Per questo motivo, secondo SICOB, la gestione clinica deve basarsi su percorsi multidisciplinari e continuativi. “La personalizzazione della cura – conclude De Luca – è fondamentale.
Ogni paziente presenta una storia clinica, metabolica e psicologica diversa. Solo un approccio integrato permette di ottenere risultati realmente efficaci e sostenibili nel lungo periodo”.


