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Papa Leone XIV in Camerun: “La pace non è uno slogan. Servire il proprio Paese significa avere una mente lucida per il bene comune”

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ROMA – “La pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza”: lo ha detto papa Leone XIV, a Yaoundé, in Camerun, seconda tappa del suo viaggio apostolico. Il pontefice ha parlato nel palazzo presidenziale, rivolgendosi alle autorità locali e al corpo diplomatico. Ad accogliere il papa il capo dello Stato Paul Biya.

Leone XIV ha sottolineato, riprendendo un discorso dell’ottobre scorso, che “il mondo ha sete di pace” e che bisogna allora dire “basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli”. Il papa ha proseguito: “Questo grido vuol essere un appello alla volontà di contribuire a una pace autentica, anteponendola a qualunque interesse di parte”.

Menzionate le difficoltà del Camerun, che ha vissuto anni di violenze e contrapposizioni, in particolare tra il governo centrale e gruppi armati di base nelle province anglofone del nord-ovest e del sud-ovest. “Oggi, come molte altre nazioni, il vostro Paese sta attraversando prove complesse”, ha detto Leone XIV. “Le tensioni e le violenze che hanno colpito alcune regioni del Nord-ovest, del Sud-ovest e dell’Estremo nord hanno provocato profonde sofferenze: vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati della scuola, giovani che non vedono un futuro”. Il papa ha continuato: “Dietro le statistiche ci sono volti, storie, speranze ferite”.

“SERVIRE PAESE È MENTE LUCIDA PER BENE COMUNE”

“Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”, ha detto ancora il Santo Padre. Il pontefice aveva appena citato Sant’Agostino, che scriveva: “Coloro che comandano sono a servizio di coloro ai quali apparentemente comandano. Non comandano infatti nella brama del signoreggiare ma nel dovere di provvedere, non nell’orgoglio dell’imporsi, ma nella compassione del premunire”.

“INVESTIRE NEI GIOVANI, CONTENERE EMORRAGIA TALENTI”

“Investire nell’istruzione, nella formazione e nell’imprenditorialità dei giovani” come “scelta strategica per la pace”. È la prospettiva suggerita da papa Leone XIV nel suo discorso. Leone XIV, rispetto all’investimento sui giovani, ha aggiunto: “È l’unico modo per contenere l’emorragia di meravigliosi talenti verso altre regioni del pianeta”.

“CHE GIOIA ESSERE IN CAMERUN, AFRICA IN MINIATURA”

A inizio del suo discorso, papa Leone ha espresso “profonda gioia” nel trovarsi “in Camerun, spesso definito ‘Africa in miniatura’ per la ricchezza dei suoi territori, delle sue culture, delle sue lingue e delle sue tradizioni”. Il pontefice ha sottolineato: “Questa varietà non è una fragilità: è un tesoro. Costituisce una promessa di fraternità e un solido fondamento per costruire una pace duratura”.
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