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“Ribelli e competenti”: oltre 200 giovani al Festival delle Culture

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A Giugliano in Campania “Rammendare il Mondo”

Tre giorni di incontri, dibattiti e workshop per riflettere su pace, dialogo, inclusione e cooperazione internazionale.

Si è concluso a Giugliano il Festival delle Culture “Rammendare il Mondo”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Giugliano e organizzato da CONADI, Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza, in qualità di soggetto attuatore, in partnership con IISE (Istituto Italiano per gli Studi Europei), con il contributo della Città Metropolitana di Napoli.

L’iniziativa, ospitata presso HUB Palazzo Palumbo, ha coinvolto in tre giornate di incontri, dibattiti e workshop oltre 200 studenti e più di 20 relatori provenienti dal mondo accademico, istituzionale e della cooperazione internazionale.

Tema centrale del Festival è stato il bisogno di “rammendare” un mondo sempre più frammentato attraverso il dialogo, la cultura, la partecipazione e la costruzione di relazioni capaci di generare pace e inclusione

. “Ribelli e competenti” è stato il messaggio rivolto ai giovani partecipanti: essere protagonisti del cambiamento con spirito critico, conoscenza e responsabilità.

Ad aprire i lavori è stato Marco Sepe, assessore alla Cultura del Comune di Giugliano, che ha sottolineato: “L’importanza di offrire ai giovani occasioni di confronto e orientamento in una fase storica segnata da conflitti e profonde trasformazioni sociali”.

Dopo i saluti istituzionali della presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Europei, Chiara De Franco, il Festival è entrato nel vivo con l’intervento introduttivo di Tommaso Di Nardo, segretario generale dell’Istituto, che ha spiegato il significato del titolo Rammendare il Mondo: “Dopo la caduta del Muro di Berlino il mondo è diventato sempre più frammentato. Per questo oggi c’è bisogno di apertura, integrazione, connessione, dialogo e comprensione reciproca, riconoscendo la pluralità culturale che caratterizza le nostre società”.

La prima sessione ha visto confrontarsi Luca Meldolesi, presidente di A Colorni-Hirschman International Institute, e Antonio Viscomi, vicepresidente Entopan, in un dialogo dedicato ai temi dell’innovazione armonica, dello sviluppo sostenibile e della necessità di costruire nuovi modelli di cooperazione.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai dibattiti e agli approfondimenti con la partecipazione di Antonio Iodice, presidente onorario dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” di Roma, Valeria Saggiomo, docente di Cooperazione internazionale allo sviluppo presso l’Università L’Orientale e titolare della cattedra UNESCO dedicata a Equità di genere, cambiamento climatico e sviluppo sostenibile nell’area MENA e Africa, Armando Di Nardo, fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Europei, Nicoletta Stame, vicepresidente A Colorni-Hirschman International Institute, e Giuseppe Germano, vicepresidente ALTANUR.

Particolarmente partecipata la giornata dedicata ai workshop tematici su Europa e Mediterraneo, dialogo interculturale e pace, innovazione, cooperazione e sviluppo, durante la quale gli studenti hanno lavorato attivamente alla costruzione di proposte e riflessioni condivise. La giornata conclusiva si è aperta con la relazione del professor Giuseppe Limone sull’importanza della persona come centro del vivere civile e delle relazioni sociali.

A seguire, i giovani partecipanti hanno presentato i lavori sviluppati durante i workshop.

A chiudere il Festival il confronto sul tema “Dialogo, Inclusione, Pace ed Europa”, moderato da don Francesco Riccio, con gli interventi di Pasquale Arciprete, direttore Eupolis, Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, e Marco Sepe.

Significative anche le testimonianze video di Angelo Moretti, portavoce del movimento MEAN, Movimento Europeo di Azione Non Violenta, collegato da Odessa, in Ucraina, e di Moritz Pankok, direttore della Fondazione Kai Dikhas di Berlino, realtà dedicata all’arte Rom e Sinti.

Come fili che ricuciono uno strappo, il Festival “Rammendare il Mondo” ha lanciato ai giovani un messaggio chiaro: costruire comunità aperte, inclusive e solidali attraverso conoscenza, partecipazione e umanità.

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