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Ricerca, Bernini visita la nave oceanografica del Cnr “Gaia Blu”

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Presentate al ministro le attività scientifiche svolte a bordo

Milano, 9 dic. (askanews) – La nave “Gaia Blu” del Cnr è l’unica nave del Mediterraneo in grado di condurre studi in ambiti disciplinari diversi, dalla geologia all’oceanografia, dalla biologia allo studio dell’atmosfera. Le numerose attività scientifiche che si svolgono a bordo della “Gaia Blu” sono state presentate al ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, che si è recata alla Stazione Marittima di Napoli proprio per visitare questo fiore all’occhiello della ricerca italiana.”Un lavoro sul Mediterraneo, ma anche un lavoro internazionale che la Gaia Blu sta portando avanti in maniera assolutamente innovativa – ha sottolineato il ministro Bernini -. Noi crediamo moltissimo nel lavoro della Gaia Blu e in un lavoro di collaborazione anche con altre strutture ad esempio con la Goletta Tara, con Ibpm (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari, ndr) che si occupa di biologia molecolare. La vera forza, il vero valore aggiunto di questa ricerca, è che ci racconta, attraverso il passato, il nostro futuro. Cioè ci dice come sono stati i cambiamenti climatici e come potrebbero essere gli effetti dei cambiamenti climatici da adesso in poi, studiando un passato, cioè i reperti marini e terrestri, che si fa futuro. Quindi, noi puntiamo moltissimo sulla Gaia Blu”.Ad accogliere Bernini è stata la presidente del Cnr, Anna Maria Carrozza, che insieme agli esperti presenti a bordo ha illustrato al ministro caratteristiche e strumentazioni in dotazione alla “Gaia Blu”, con un focus sui progetti in corso, sulle potenzialità dell’infrastruttura e sull’impatto delle attività scientifiche in ambiente marino.”La nave ‘Gaia Blu’ è una nave oceanografica – spiega la presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza – quindi serve per studiare il Mediterraneo e il mare, perchè una nave oceanografica quindi può andare anche oltre il Mediterraneo, per studiarlo da tutti i punti di vista: la biodiversità, la biologia marina, la geofisica, il monitoraggio dei parametri anche geochimici, e quindi la modellazione del clima, e tutto quello che serve a monitorare l’inquinamento, il clima. E anche come è fatto il nostro fondale ed esplorare i fondali marini che sono molto profondi”.Un gioiello della tecnologia che il Cnr ha deciso di aprire a tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale. “Questa è ovviamente una grande infrastruttura galleggiante che è un fattore abilitante per la grande ricerca scientifica nel campo dell’oceanografia, della biologia marina per tutta Italia – sottolinea ancora Carrozza -. E’ aperta a tutti i ricercatori con dei bandi competitivi: quindi il nostro obiettivo è riempire il calendario con ricercatori che vengono da tutti gli enti di ricerca delle università. Noi stiamo dotandola anche di un robot sottomarino, per l’esplorazione dei fondali marini profonda, grazie anche ai fondi Pnrr infrastrutturali, quelli del Ministero della Ricerca”.

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