Roma, ai Musei Capitolini arriva l’imponente Colosso di Costantino

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Roma, ai Musei Capitolini arriva l’imponente Colosso di Costantino

La statua alta 13 metri ricostruita da pezzi originali del IV sec.

Roma, 6 feb. (askanews) – Imponente, 13 metri d’altezza; nel giardino di Villa Caffarelli, ai Musei Capitolini di Roma è arrivata la statua colossale di Costantino (IV secolo d.C.), uno degli esempi più significativi della scultura romana tardo-antica. Una ricostruzione in scala 1:1 grazie alla collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, Fondazione Prada e Factum Foundation for Digital Technology in Preservation, con la supervisione scientifica del sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce.Della statua, riscoperta nel XV secolo presso la Basilica di Massenzio, restano alcuni frammenti marmorei tra cui la testa, i piedi, una mano, nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini. Ora grazie alla ricomposizione (presentata per la prima volta da Fondazione Prada a Milano a novembre 2022 per la mostra “Recycling Beauty” a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica) si può capire la grandezza di una delle statue più grandi che si siano conservate dall’antichità.Claudio Parisi Presicce: “L’identificazione con Costantino avvenuta nell’800 è ormai certa ma, man mano che abbiamo studiato i frammenti, gli elementi di montaggio dei singoli frammenti nella scultura intera, abbiamo capito che Costantino si era fatto raffigurare come Giove, con un’iconografia che richiama la statua di culto di Giove conosciuta dai tempi di Fidia, quindi pezzo dopo pezzo, studiandolo e riproducendolo in scala 1:1 e verificando prima al computer in 3D, poi fisicamente, abbiamo capito come doveva essere la statua intera e quindi abbiamo riproposto le parti mancanti in modo da ricomporre esattamente la figura intera”. “Mi hanno chiesto di registrare i frammenti di Costantino e di ricreare questa straordinaria scultura. Si tratta quindi di una fusione tra tecnologia digitale e artigianato tradizionale, che ha portato a questo oggetto fisico straordinariamente potente”, ha spiegato Adam Lowe, della Factum Foundation for Digital Technology in Preservation.La collocazione nel Giardino di Villa Caffarelli ha un particolare significato: “Qui ci sono i resti delle fondazioni del Tempio di Giove Capitolino, del Tempio di Giove Ottimo Massimo, il più importante di Roma antica e la statua dal punto di vista iconografico riprende quel modello, e forse è riutilizzata una delle sculture di culto del Tempio di Giove, quindi ci sembrava il posto più idoneo per presentarlo al pubblico” ha concluso Presicce.