Skiantos e M5s insieme contro il precariato: una canzone per dire che “i giovani non sono fannulloni”

MILANO – Una canzone-denuncia contro il precariato, per ribadire che “i giovani non sono fannulloni”. È firmato da Pablo Perissinotto e gli Skiantos il disco “I Giovani”, prodotto dai portavoce regionali del M5S in Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Una canzone manifesto sui giovani sfruttati, per dire che “i giovani non si fanno più fregare, ditelo a Briatore e Santanchè”.

Ed il lancio del disco avverrà con un flash-mob, l’11 gennaio alle ore 10.30, in Piazza Duca D’Aosta a Milano, sotto Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, per gridare che il “precariato è un pacco”. L’iniziativa sarà organizzata dai portavoce del M5S Lombardia Marco Degli Angeli, Marco Fumagfalli, Raffaele Erba e Dino Alberti. Saranno presenti anche Fabio “Dandy Bestia” Testoni, chitarrista e fondatore degli Skiantos, e il cantautore Pablo Perissinotto, che canteranno “I Giovani” e “Sono un ribelle mamma”, pezzo cult degli Skiantos. Seguirà, alle ore 11.15, conferenza stampa presso il Mercato Centrale (Stazione Centrale), Spazio Fare,1° piano, con proiezione in anteprima nazionale, del videoclip: “I Giovani”.

Sono quindi gli Skiantos, storico gruppo rock demenziale, a scendere in campo al fianco dei giovani, contro il lavoro sottopagato e del precariato che li vessa. Lo scopo della canzone, e del video, è quello di sfatare una narrazione retorica ricorrente a discapito dei giovani, con una mirabile verve rock.

“Grazie a Perissinotto- commenta Marco Degli Angeli, consigliere regionale M5S Lombardia- ho letto, nel luglio 2022, durante la seduta di Bilancio in Lombardia, in un’aula distratta, la storia di Gianluca, un ventunenne trevigiano, studente d’ingegneria a Padova, che lo scorso anno ha fatto la stagione in un ristorante a Jesolo. La paga era di 986 euro per oltre 300 ore di lavoro, più del doppio dell’orario stabilito, per prendere duecento euro in meno della remunerazione stabilita. Quello che il titolare chiamava ‘vitto dignitoso’ erano in realtà degli spuntini veloci in piedi mentre lavorava. L’alloggio era una stanza di 3,5 metri per 2,6, senza finestra, che Gianluca divideva con un altro ragazzo”.

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