Tg Sanità, edizione del 19 aprile 2021

COVID. DRAGHI: DA 26 APRILE TORNANO ZONE GIALLE ED ATTIVITÀ ALL’APERTO
“Si può guardare al futuro con prudente ottimismo e con fiducia. Le decisioni anticipano al 26 aprile l’introduzione della zona gialla, ma introducono un cambiamento rispetto al passato, nel senso che si da’ precedenza alle attività all’aperto e alle scuole“. Così il premier Mario Draghi, in conferenza stampa, ha spiegato la decisione del governo di anticipare il ritorno della zona gialla consentendo, ma solo all’aperto, la ristorazione, le attività sportive e gli spettacoli. Sarà possibile mangiare fuori anche di sera, ma con l’obbligo di rispettare il coprifuoco che resta fissato alle ore 22. “Con questa decisione- ha proseguito Draghi- il governo ha preso un rischio ragionato, fondato sui dati che sono in miglioramento”. Ma questo rischio, secondo il premier, deve fondarsi su una premessa: “I provvedimenti vanno osservati scrupolosamente, con mascherine e distanziamenti, e occorrerà una sensibilizzazione particolare da parte delle Regioni, delle autorità e delle forze dell’ordine”.
SCUOLA. SPERANZA: DA 26 APRILE LEZIONI IN PRESENZA IN ZONE GIALLE E ARANCIONI
“Siamo in condizione oggi di disegnare con cautela e giudizio un percorso positivo che dia un segnale di ripresa al Paese, un percorso di natura graduale che si avvierà già il 26 aprile e che vedrà ancora una volta come elemento prioritario la tutela e la salvaguardia della scuola“. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla conferenza stampa indetta dal premier Mario Draghi, con l’obiettivo di illustrare la ‘road map’ sulla graduale uscita dalle restrizioni che affronterà l’Italia a partire dal 26 aprile. “C’è l‘idea che, da qui alla fine delle lezioni- ha proseguito Speranza- si possa in tutte le aree gialle e in tutte le aree arancioni tornare nelle scuole di ogni ordine e grado in presenza”. Tutto il governo, ha concluso, ritiene la scuola un “architrave fondamentale della nostra società”.
COVID. IN ARRIVO ‘PASS’ PER SPOSTARSI TRA REGIONI E PARTECIPARE AD EVENTI
Il decreto che il governo si prepara a varare per le riaperture prevede l’istituzione di un pass che attesti la sussistenza di una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test Covid negativo in un arco temporale da definire, avvenuta guarigione dal Covid. Chi ottiene il Pass ha la possibilità di spostarsi liberamente nel territorio nazionale e di accedere a determinati eventi (culturali, sportivi) riservati ai soggetti muniti di pass.
COVID. ISS: CURVA IN LENTA DECRESCITA, MA ANCORA STRESS SU OSPEDALI
“La curva italiana mostra una lenta decrescita: quasi tutte le regioni hanno un calo dell’incidenza, che è pari a 182 per 100mila abitanti. Secondo il flusso Iss invece l’incidenza è 160 per 100mila, perché include il periodo di Pasqua. In altri Paesi invece la curva è in crescita e questo si traduce in provvedimenti di restrizione”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa, la settimana scorsa, sull’analisi del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. “C’è ancora un sovraccarico dei servizi assistenziali e si superano soglie per terapia intensiva e area medica- ha proseguito Brusaferro- l’incidenza decresce ma molto lentamente. Quindi non bisogna allentare l’attenzione e si deve mantenere alta la guardia per contenere la diffusione del virus”.
COVID. OMS: PREOCCUPA AUMENTO CONTAGI E DECESSI NEL MONDO
“In tutto il mondo il numero dei contagi e quello dei decessi causati dal Covid stanno continuando ad aumentare ad un tasso preoccupante“. Così il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aprendo i lavori di un incontro a Ginevra su Papua Nuova Guinea e la regione del Pacifico occidentale. “A livello globale- ha aggiunto Ghebreyesus- il numero di nuovi casi di coronavirus per settimana è quasi raddoppiato negli ultimi due mesi. Si sta avvicinando il tasso più alto di infezione visto finora nel corso della pandemia“.
COVID. DA BIOTEST ITALIA 100MILA EURO A CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI
La pandemia di Covid-19 ha messo in difficoltà il Sistema sanitario nazionale ma anche, e soprattutto, le persone affette da patologie. I soggetti fragili, come le persone trapiantate o in attesa di trapianto, hanno infatti riscontrato diverse problematiche. In aiuto a queste persone è venuta Biotest Italia, che ha donato 100mila euro da destinare alle attività di sostegno dei pazienti nella fase emergenziale attraverso l’azione del Centro nazionale trapianti. Tali attività sono state presentate presso il Castello dei giochi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “In questo momento, a causa della pandemia, i nostri pazienti sperimentano una fragilità più evidente- ha commentato alla Dire il direttore del Cnt, Massimo Cardillo– perché per loro i rischi legati al contagio sono più forti. Le azioni che saremo in grado di realizzare con le associazioni di settore, grazie alla donazione di Biotest, contribuiranno quindi a rafforzare l’impegno quotidiano di tutta la rete trapianti nell’assistenza ai bisogni di salute delle persone”.
DIPENDENZE. ESPERTO: NUOVE DROGHE SONO ‘ROMPICAPO’ PER MEDICI
Le nuove droghe, sempre più diffuse tra i giovani, “sono un rompicapo per i medici, ci sono casi in cui non si sa che cosa somministrare a un soggetto in condizione dissociativa o con una crisi psicomotoria in atto”. A spiegarlo è Roberto Cafiso, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Siracusa.

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