di Mattia Cecchini e Alvise Sperandio
VENEZIA- Il ticket d’accesso a Venezia “è uno strumento inadeguato e inefficace, va abolito. Tutte le categorie sono contrarie. Chiederò alle Università di Ca’ Foscari e Iuav di fare uno studio entro 60 giorni per calcolare la capacità di carico di Venezia per studiare i flussi turistici e regolamentare le affittanze turistiche. Numero chiuso? Meglio un meccanismo di prenotazione”. La pensa così Andrea Martella, candidato sindaco di centrosinistra a Venezia che ha toccato il tema ieri nel dibattito all’M9 di Mestre moderato dal direttore del Gazzettino Roberto Papetti. Il voto si avvicina e la posta in gioco si fa sempre più alta.
“Tremo all’idea di una amministrazione che intanto dice che una cosa non funziona e poi fa tavoli, discussioni, ricerche. Come fai a rendere obbligatoria una capacità di carico senza uno strumento giuridico? Noi il ticket lo terremo e lo aumenteremo fino a 50 euro”, ribatte l’alfiere del centrodestra, Simone Venturini. Un altro argomento caldissimo è la sicurezza: quale sarà la prima decisione? “Renderemo stabile il tavolo interforze. Assumeremo 200 vigili. Il vigile di quartiere invece non serve. Loro propongono l’ex capo della Polizia Gabrielli come consulente? Anche no grazie. A Milano non è per niente rimpianto”, evidenzia Venturini. “L’insicurezza, la paura, il degrado sono aumentati in tutta la città- ribatte Martella- Venezia ha perso posti sulla qualità urbana e la sicurezza. Milano non è paragonabile a Mestre. È un tema che preoccupa tantissime persone. Gabrielli sarà a disposizione con competenza ed esperienza. Chiederò al prefetto di convocare Comitato di ordine pubblico e sicurezza per ogni municipalità e istituiremo il vigile di quartiere”.
“SPECIALE” O “COSTITUZIONALE”, UNA LEGGE PER VENEZIA: VENTURINI E MARTELLA DIVISI ALLA META
Bisogna “prevedere una modalità strutturale dei fondi per gli extracosti della città. Nel frattempo, in parallelo, bisogna intervenire sulla Legge speciale. Da sindaco convocherò una commissione di esperti per scrivere la bozza dello Statuto speciale”. È l’impegno che si prende Venturini. “A problemi straordinari, come quelli di Venezia, servono strumenti straordinari. Ho depositato un progetto di legge costituzionale per equiparare Venezia a Roma capitale. Ci dev’essere anche un’autonomia finanziaria”, è invece la ricetta di Martella. In tema di cultura: “Con noi Venezia tornerà ad avere un assessore alla cultura dopo 11 anni. Serve un nuovo coordinamento, una regia: Venezia deve saper produrre cultura”, indica la via da seguire Martella impegnandosi a chiedere anche l’istituzione di una scuola per il restauro. “E istituiremo il museo di Mestre”. Riprende Venturini: “L’amministrazione comunale metterà in piedi una cabina di regia, con la partecipazione di tutte le istituzioni pubbliche e private. Su Mestre continueremo a investire forte su Marghera”.Quanto al lavoro: “Tutelare l’esistente è già qualcosa di importante, in questi anni abbiamo salvaguardato aziende molto importanti a Marghera. Al Lido- ricorda Venturini stanno per iniziare i lavori per la riqualificazione dell’ex ospedale al mare. Gli investitori devono sentirsi benvenuti. Andrei al ministero dello sviluppo economico per portare l’industria della difesa in città”. Per Martella bisogna “diversificare l’economia dalla monocultura turistica. Vanno fatti nuovi investimenti, noi abbiamo fatto la Zona logistica semplificata e continueremo a sostenerla. Punteremo sul rilancio del Parco scientifico tecnologico. Sulle terre rare a Porto Marghera, non solo un deposito, ma ci sia una filiera produttiva”.
MOSCHEA A VENEZIA? VENTURINI CHIUDE E MARTELLA APRE
“La moschea non è all’ordine del giorno. Una riflessione sui luoghi di culto già esistenti si può fare. Noi abbiamo chiuso luoghi mascherati da centri culturali”. Lo ha messo in chiaro Venturini, E sul futuro del porto di Venezia? “Il porto ha criticità sulla manutenzione dei canali esistenti. Sì allo scavo del Vittorio Emanuele e si all’isola delle Tresse per portarvi i fanghi. Martella vuole chiudere il porto”. E Martella ha ribattuto: “Occorre mantenere l’operatività del porto e insieme salvaguardare l’equilibrio della laguna e dell’ambiente, considerando anche che c’è il Mose”. Sulla moschea, tutt’altra posizione: “Una moschea, se rispetta la costituzione, le leggi, le normative urbanistiche e sanitarie del Comune può essere realizzata, non a carico dei cittadini, ma pagata dai fedeli, in un contesto urbano adeguato. Anche in centro storico? Non ci sono richieste”. Sul futuro Bosco dello sport, in costruzione, dove sorgeranno il nuovo stadio e il nuovo palasport, nell’area di Tessera, Martella ha assicurato che “nessuno vuole bloccare il cantiere. Troppo alte le risorse pubbliche impiegate, da altre parti vengono usate risorse private. Aumentare il numero di giorni in cui le strutture restano a disposizione del Comune, 10 e 20 poche”. Sono 60 anni “che la città aspetta lo stadio. Chi ha preceduto la nostra amministrazione non ha fatto niente. In 11 anni abbiamo ridotto il debito del Comune di 200 milioni di euro. La sinistra aveva previsto una pioggia di cemento, noi abbiamo ridotto la cubatura”, ha ricordato invece Venturini.
“MARTELLA VI RIPORTA INDIETRO”, E IL “È CON VENTURINI CHE SI PROSEGUE DECLINO”
Continuità contro cambiamento; Venturini contro Martella: i principali sfidanti alla poltrona di prossimo primo cittadino di Venezia si sono sfidati ieri nell”uno contro uno’ al Gazzettino. E il ‘match’ si è aperto anche prima di salire sul ring. “La città merita continuità”, scandisce l’erede dell’uscente Luigi Brugnaro forte della sua lista civica e sostenuto da Fdi, Forza Italia, Lega, Udc e Partito dei Veneti. “La città vuole il cambiamento”, obietta il senatore dem che risponde con il campo largo: Pd, Avs, M5s, Venezia Riformista, Venezia è Tua, Civica Terra & Acqua, Rifondazione comunista. Prima del confronto nel Chiostro M9 di Mestre, Venturini avvisa che “Venezia non ha bisogno di tornare indietro al partito del no, ma di andare avanti con serietà, competenza e coraggio”. Venezia, gli controreplica Martella è “a un bivio: può continuare lungo la strada del declino di questi anni, oppure cambiare direzione e riprendere in mano il proprio futuro”. Venturini rivendica l”energia’ di anni in cui “abbiamo rimesso in moto la città: investimenti, lavori pubblici, servizi e attenzione alle fragilità” e torna a pungere sulla sicurezza perché “per il centrosinistra resta un tabù, per noi è un diritto dei cittadini”. E per la città promette “una evoluzione: più giovani, lavoro qualificato, più cura di quartieri, isole e terraferma, più vigili in strada e telecamere. Mi impegno a governare ogni giorno, ascoltando tutti e misurando i risultati”. Martella lo ‘marca’ stretto: “Mi candido per costruire una città più vivibile, più sicura, più giusta, più pulita; che ascolta, coinvolge, decide con i cittadini e non passando sopra le loro teste. Il senso del mio impegno è semplice: ricostruire le condizioni perché vivere a Venezia, a Mestre, nelle isole e in terraferma torni a essere una scelta possibile per giovani, famiglie, per chi lavora e chi vuole restare”.
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