Professionisti del settore denunciano i rischi delle cliniche improvvisate che attraggono con prezzi bassi
Otto adulti su dieci in Italia soffrono di calvizie, un dato che evidenzia l’ampiezza di un fenomeno che sta coinvolgendo fasce d’età sempre più giovani, con richieste di trapianto che arrivano addirittura da diciottenni.
Il mercato del trapianto di capelli in Turchia, diventato sinonimo di questa procedura medica, presenta però insidie crescenti legate alla proliferazione di cliniche non qualificate che competono esclusivamente sul prezzo.
Il costo medio di un trapianto di capelli in Turchia nel 2025 è di 2.675 euro, mentre in Italia raggiunge i 7.097 euro. Questa differenza sostanziale, che può arrivare al 60-70% in meno rispetto ai costi europei e americani, ha scatenato una vera e propria corsa verso le cliniche turche, non sempre con risultati positivi.
Enrico Bellè, Ceo di Golden Hair Istanbul, consulente specializzato nel settore, racconta la sua esperienza diretta: “Il problema più grande quando si va a fare il trapianto in Turchia è a chi affidarsi, perché ormai è diventata un po’ una moda.
Sono nate molte cliniche che si combattono sul prezzo, quindi si cerca sempre di andare col prezzo più basso, ma questo comporta anche avere della qualità più bassa sia nel dottore che nell’equipe”.
La fascia d’età più colpita va dai 25 ai 35 anni, ma sempre più spesso arrivano richieste da ragazzi più giovani. “Tendenzialmente aspettiamo sempre i 25 anni. Sotto i 25 anni non consigliamo nessuno di sottoporsi a un trapianto di capelli’, spiega Bellè, sottolineando come ‘il grosso della perdita di capelli si stabilizza entro i 25 anni”.
I rischi legati alle cliniche non qualificate sono concreti e documentati. ‘Ci è successo più di una volta che qualche ragazzo è venuto da noi perché aveva fatto il trapianto presso un’altra clinica e non gli era stato fatto un lavoro come voleva.
Alcune volte ci arrivano anche ragazzi che non sono più operabili perché la zona donatrice è stata completamente devastata da un’equipe inesperta”, denuncia l’esperto.
La guerra dei prezzi ha portato molte strutture a ridurre i costi tagliando sulla qualità del personale medico. Per contenere le spese, alcune cliniche utilizzano equipe di giovani inesperti che possono causare danni irreversibili ai pazienti.
La zona donatrice, quella fascia laterale e posteriore da cui vengono prelevati i bulbi piliferi, quando viene compromessa da interventi mal eseguiti, non permette più alcun tipo di correzione.
“Nonostante i rischi, il fenomeno continua a crescere anche grazie a un cambiamento culturale significativo, racconta Bellè”, evidenziando come oggi ci sia maggiore apertura nel condividere questa esperienza.
La Turchia si è affermata come destinazione privilegiata non solo per i costi contenuti, ma anche per lo sviluppo di tecniche innovative. Si è passati dalla tecnica FUE tradizionale alla FUE con Zaffiro, al DHI, fino alle tecniche ibride più recenti.
Tuttavia, questa specializzazione ha attirato anche operatori improvvisati che sfruttano la reputazione del paese senza possedere le competenze necessarie. Il fenomeno coinvolge pazienti da tutta Europa e persino dagli Stati Uniti, dove prima si preferivano destinazioni come Canada o Brasile.
La combinazione di prezzi competitivi e innovazione tecnologica ha reso la Turchia il punto di riferimento mondiale per questo tipo di interventi, ma ha anche creato un mercato dove è difficile distinguere tra professionisti qualificati e operatori improvvisati.
L’aspetto sociale del problema è significativo: la perdita precoce dei capelli viene vissuta come un trauma che può compromettere l’autostima e le relazioni sociali. “Prima di uscire passavo 20 minuti davanti allo specchio, adesso ne passo tre minuti”, testimonia Bellè, descrivendo l’impatto positivo di un intervento ben riuscito.
Per affrontare questa situazione, stanno nascendo servizi di consulenza specializzati che aiutano i pazienti nella scelta della clinica più adatta. Questi intermediari organizzano anche viaggi di gruppo che, oltre a ridurre i costi, creano un supporto emotivo tra persone che vivono la stessa esperienza.
“I viaggi di gruppo hanno sempre più successo perché si condivide tutto e questo rende la cosa più serena”, spiega l’esperto.
La crescente domanda di trapianti ha anche evidenziato l’importanza della valutazione preliminare. Gli esperti di Golden Hair Istanbul consigliano sempre una visita tricologica per valutare alternative meno invasive. L’intervento, infatti, richiede che la situazione si sia stabilizzata per evitare risultati non ottimali.
Il settore sta evolvendo verso una maggiore personalizzazione degli interventi, con tecniche che si adattano alle specifiche esigenze del paziente piuttosto che standardizzare le procedure. Questo approccio richiede però competenze elevate che non tutte le strutture possiedono, rendendo ancora più cruciale la scelta della clinica giusta.

