ROMA – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato pubblicamente un gruppo di legislatori democratici, accusandoli di sedizione sui social media. Secondo il presidente, il loro comportamento sarebbe addirittura “punibile con la morte”.
Motivo della polemica: un video, diffuso due giorni prima, in cui sei parlamentari democratici – tutti con precedenti ruoli nell’esercito o nei servizi di intelligence – ricordano ai militari il dovere di rifiutare eventuali ordini illegali. Una norma prevista dall’addestramento standard nelle forze armate.Nel filmato intervengono, tra gli altri, il senatore Mark Kelly, ex astronauta ed ex ufficiale della Marina, e il deputato Chris Deluzio, anch’egli con esperienza nelle forze navali: entrambi ribadiscono che la legge statunitense consente di non eseguire comandi contrari alla Costituzione.L’iniziativa è stata organizzata dalla senatrice del Michigan Elissa Slotkin, ex analista CIA con missioni in Iraq. Secondo il New York Times, Slotkin avrebbe raccolto preoccupazioni di militari in servizio attivo sulla legalità di alcuni attacchi legati alla lotta al narcotraffico promossa dall’amministrazione.L’amministrazione Trump ha interpretato il video come un invito alla disobbedienza nei confronti del comandante in capo. E il presidente ha rilanciato sui social messaggi che invocavano l’impiccagione dei legislatori coinvolti, affermando che “le loro parole non possono essere tollerate”. Le dichiarazioni di Trump hanno provocato immediate reazioni al Congresso.I sei parlamentari democratici hanno condannato le minacce del presidente, sostenendo che il loro messaggio ha lo scopo di tutelare le forze armate e la loro fedeltà alla Costituzione. Anche il leader democratico del Senato, Chuck Schumer, ha criticato duramente le parole di Trump, definendole una “minaccia assoluta” e un rischio di alimentare violenza politica.
Nel briefing quotidiano alla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha negato che Trump voglia effettivamente l’esecuzione di membri del Congresso. Ha però sottolineato che, a parti invertite, le reazioni pubbliche sarebbero state molto più dure.
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