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VIDEO| Eurovision, la Spagna assente in segno di protesta contro Israele. Sanchez: “Il silenzio non è un’opzione”

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ROMA – Una scelta che dimostra “l’impegno per i diritti umani e il diritto internazionale attraverso la cultura”. Il primo ministro Pedro Sanchez, in un video pubblicato sui social, esprime soddisfazione per la decisione della Spagna e della sua emittente RTVE di non partecipare all’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest che domani si concluderà alla Wiener Stadthalle di Vienna.

Il Paese – uno delle Big 5 della competizione – quest’anno sarà assente in segno di protesta contro la presenza in gara di Israele. Alla stessa maniera non ci saranno Irlanda, Slovenia, Islanda e Paesi Bassi. La competizione non sarà trasmesso nei primi due e nel paese iberico.

“DI FRONTE A UNA GUERRA ILLEGALE E A UN GENOCIDIO IL SILENZIO NON È UN’OPZIONE”

Sanchez, nella clip, ricorda che “quando la Russia invase l’Ucraina, fu esclusa dal festival e la Spagna appoggiò tale decisione”. E, sulle motivazioni che hanno portato al ritiro, aggiunge: “Questi principi devono essere applicati anche quando parliamo di Israele. Non ci possono essere due pesi e due misure”.

“La Spagna- prosegue- è sempre stata impegnata in questo festival, creato proprio per promuovere la pace, per avvicinarci e per celebrare la diversità del continente europeo. Ma di fronte a una guerra illegale e a un genocidio, il silenzio non è un’opzione e non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano”.

Sánchez afferma che l’assenza della Spagna “è una questione di coerenza, responsabilità e umanità”, condivisa da altri Paesi, ma “anche da parte di tanti fan del festival che si sono dissociati”. Il premier, poi, conclude: “Quest’anno, quindi, sarà diverso, sì. Non saremo a Vienna. Ma lo faremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia”.
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