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Vino, 22 settembre Consorzio Barbera d’Asti presenta risultati “Ageba”

AttualitàVino, 22 settembre Consorzio Barbera d'Asti presenta risultati "Ageba"

Studio sull’adattamento della vite alle nuove condizioni climatiche

Milano, 14 set. (askanews) – Il 22 settembre il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato presenterà nel corso di un convegno organizzato all’Istituto “Penna” di Asti, i risultati finali dello studio “Ageba – Recupero e valorizzazione del germoplasma antico di Barbera per l’adattamento al cambio climatico”.

Il progetto, del quale il Consorzio è capofila, ha come scopo l’individuazione di ceppi di Barbera particolarmente resistenti al riscaldamento globale ed esenti dalle principali virosi, dalla flavescenza dorata e dal legno nero. Una volta individuati tali ceppi è stato dunque possibile procedere con il recupero del patrimonio genetico.

“Nel corso della ricerca sono stati individuati singoli ceppi di Barbera presenti in vecchi vigneti messi a dimora nel periodo di preselezione clonale portatori di caratteri presumibilmente utili” ha spiegato il presidente del Consorzio, Vitaliano Maccario, aggiungendo che “sono stati poi analizzati gli impatti che le alte, e a volte estreme, temperature del periodo estivo avevano su questi vitigni”. “Accanto a questo lavoro principale sono stati testati trattamenti fogliari con biostimolanti a base di idrolizzati proteici di origine vegetale nei momenti di maggiore stress termico e idrico della pianta, al fine di mitigarne gli effetti negativi dello stress” ha proseguito Maccario, parlando di “un’ulteriore prova con la tecnica della potatura tardiva al fine di posticipare il germogliamento della vite e, di conseguenza, ridurre il rischio di incorrere in danni dovuti alle gelate primaverili e di ritardare la maturazione dell’uva”

Al convegno interverranno gli enti che, a fianco del Consorzio, hanno partecipato al progetto: l’istituto Crea-Ve, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura, e l’analisi dell’economia agraria, Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia di Asti, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, l’Istituto d’istruzione secondaria superiore “Penna” e dieci aziende agricole del territorio che coltivano vecchi vigneti e hanno creduto nel progetto.

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