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Vino, Letrari lancia l’Enantio Rosato, da autoctono raro a piede franco

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Milano, 13 apr. (askanews) – Letrari presenta l'”Enantio Rosato”, nuova etichetta ottenuta da uve Enantio coltivate a piede franco a Mama d’Avio, nella Bassa Vallagarina. Si tratta di un’interpretazione inedita per un vitigno autoctono rarissimo, oggi diffuso nella Terra dei Forti, tra Trentino e Veneto, e non coltivato in altri areali. La prima tiratura, annata 2025, è di 800 bottiglie, con un potenziale dichiarato di duemila.

I primi riferimenti all’Enantio risalgono infatti al I secolo d.C., quando Plinio il Vecchio, nella “Naturalis historia”, lo descrive come una “vite selvatica e addomesticata” diffusa nei boschi della Vallagarina e già indicata con questo nome. L’Enantio, noto anche come Lambrusco a foglia frastagliata ma senza legami con il Lambrusco emiliano-romagnolo, è oggi uno dei vitigni autoctoni italiani più rari ed è Presidio Slow Food dal 2022.

L’elemento di maggiore novità sta nella scelta stilistica. L’Enantio è stato tradizionalmente vinificato come uva da taglio oppure in purezza per vini rossi. Letrari lo propone invece in versione rosata, partendo da un vigneto di appena 0,3 ettari con viti certificate a piede franco. “Volevamo scardinare l’idea che un vino storico debba essere complesso o difficile. Il nostro Enantio Rosato esprime la freschezza e l’autenticità del vitigno da cui deriva ma con una semplicità che lo rende perfetto per il gusto moderno”, ha spiegato Lucia Letrari, alla guida della Cantina fondata dal padre Leonello.

Il vigneto si trova ai piedi del versante orientale del Monte Baldo, in un’area segnalata dalla Cantina per la biodiversità e per la presenza del “Patriarca del Baldo”, un abete bianco di oltre duecento anni riconosciuto tra gli alberi monumentali d’Italia. È da questa parcella che nasce il nuovo rosato, pensato per offrire una lettura più immediata di un vitigno storicamente associato ai rossi.

La nuova etichetta si inserisce nella storia di Letrari, Cantina fondata nel 1976 da Leonello Letrari, considerato tra i protagonisti della viticoltura trentina, assieme alla moglie Maria Vittoria. Figura centrale del vino trentino, Leonello legò il proprio nome al “Fojaneghe”, a “Equipe 5” e alla crescita della spumantistica regionale. Dal 1987 in azienda è entrata la figlia Lucia, oggi alla guida della Cantina con la figlia Margherita. Letrari dispone di 12 ettari di vigneto lungo la valle dell’Adige e produce 24 etichette, con il Trentodoc come riferimento principale.

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