In “Suburraeterna” i traffici criminali dietro costruzione stadio

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In “Suburraeterna” i traffici criminali dietro costruzione stadio

Il 14 novembre su Netflix la serie con vecchi e nuovi personaggi

Roma, 28 ott. (askanews) – I legami tra politica, criminalità e Vaticano che governano Roma tornano protagonisti in “Suburraeterna”, otto episodi presentati in anteprima alla Festa di Roma e dal 14 novembre su Netflix. Sono passati 3 anni dall’ultimo successo di “Suburra” e questa serie è ambientata nel 2011, con un governo che rischia di cadere, lotte intestine in Vaticano e rivolte di piazza. Un passaggio in cui saltano alcuni equilibri e servono nuove alleanze. Ritorna quindi protagonista Amedeo Cinaglia, l’uomo che governa i traffici in quei tre mondi, interpretato da Filippo Nigro: “Quando tutto vacilla per chi ha il potere apparentemente è più facile, esce fuori il populismo, escono fuori certi atteggiamenti perché puoi non parlare di problemi reali, puoi veicolare tutto su altre cose. Insomma sono cose talmente reali che viviamo spesso nei nostri anni. Noi tramiamo, abbiamo i nostri loschi traffici, in questo caso lo stadio, che è il nuovo Colosseo, che si differenzia dal Giubileo che sta per esserci tra due anni, ma diventa una torta ghiotta per tutti quanti”.Ritorna da protagonista anche Spadino, interpretato da Giacomo Ferrara, che lontano dalla famiglia Sinti che lo rifiutava sta vivendo liberamente la propria omosessualità a Berlino: “Finalmente è se stesso, non ha più voglia di nascondersi, lontano dalla sua famiglia è diventato quello che voleva essere e adesso Roma ti fa fare sempre dei compromessi, la Roma che raccontiamo ti fa fare sempre dei compromessi”.Le donne prendono nuovo rilievo in questa serie, prima di tutte l’ex moglie di Spadino, Angelica, interpretata da Carlotta Antonelli, che spinge verso l’ascesa criminale il nuovo compagno Damiano, interpretato da Marlon Joubert: “Si vedono queste donne ma si percepisce ancora di più come la voce di queste donne, dietro questi uomini, possa cambiare le cose”.

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